Maschio bianco etero

Maschio bianco etero di John Niven

Per Kennedy il successo si misura con la qualità e quantità del vino e del cibo che puoi ordinare nel ristorante più lussuoso, con la bellezza ed il numero delle donne che porti a letto, con l’wsclusività dell’auto che guidi e la magnificenza delle mance che lasci.

E Kennedy non c’è dubbio che abbia raggiunto il massimo del successo e non si faccia mancare nulla di quello che lo dimostra agli altri.

Kennedy è uno scrittore, che forse vive un po’ di rendita per l’apprezzamento del suo primo romanzo, e lavora molto come sceneggiatore per il cinema, attività molto renumerativa.

Eppure anche se può permettersi anche il più grande e costoso vizio che stuzzica il suo desiderio Kennedy non è felice. Lo nasconde a se stesso ed agli altri, a cui mostra una facciata ricca e lussuriosa, ma i sensi di colpa lo divorano ed il dubbio che in realtà abbia allontanato le cose più preziose della vita lo tormenta.

Per questioni economiche è costretto a tornare in contatto con la vita in Inghilterra da cui era prontamente fuggito e a fare i conti con i rapporti familiari.

Se da Los Angeles tutto era sfumato, la vicinanza fa pesare a Kennedy tutto il male che ha fatto alla sua famiglia ed a se stesso.

Un altro bel romanzo di Niven, significativo e riflessivo, che riesce a nascondere negli eccessi dei suoi personaggi pensieri profondi sulla condizione umana.

Un paragrafo significativo per Maschio Bianco Etero

– Non ti ho mai odiato, papà. Era solo che, insomma, mi mancavi.
Ci volle qualche secondo perché la potenza di queste parole facesse breccia in quell’eccellente Beaujolais e invadesse il cuore di Kennedy Marr. (Il Cuore di Kennedy Marr. O camera gelida! O pompetta vergognosa! O ventricolo infame!)
’rcatroia. Che cosa aveva combinato? Nel rovinare l’amore per sé stesso l’aveva ammaccato, rovinato, alla persona alla quale, piú di ogni altra, avrebbe dovuto dimostrarne l’importanza? La tara dolorosa dei figli con i genitori divorziati: il bisogno di ricucire, aggiustare. Robin sarebbe cresciuta senza riuscire ad amare? Senza fidarsi del mostro? O avrebbe amato troppo facilmente? O non le sarebbe importato granché?
I camerieri scivolavano silenziosi in quel tempio del cibo. Lí accanto, un tappo scricchiolò e uscí con un botto da una bottiglia.
«I miei figli sono la cosa piú importante della mia vita».
Be’, facile immaginare come sarebbe stato per Kennedy provare a dire un simile cliché restando serio: una serie di papere malriuscite, piene di impappinamenti e risate e «Taglia!». Per lui la cosa piú importante era stata piazzarsi in una stanza a inventare storie. («Attori e scene dipinte si presero tutto il mio amore | invece delle cose di cui essi erano emblemi»).
– Eddài, non fare quella faccia triste, – disse Robin. – Va tutto bene. Non mi sei mancato poi cosí tanto.

La presentazione ufficiale per Maschio Bianco Etero

Kennedy Marr è un donnaiolo, un egocentrico, un narciso. Un uomo baciato dal successo, uno di quei bastardi a cui la vita ha servito le carte migliori. E ha scoperto che Hollywood è un posto formidabile per praticare gli eccessi. Nulla al mondo lo convincerebbe a lasciare la California per tornare nello sprofondo inglese. Ma non ha fatto i conti con l’Agenzia delle entrate. Così, quando inopinatamente viene insignito di un prestigioso – e ricco – premio letterario è costretto ad accettare. Anche se ciò significa passare un anno in un college inglese a insegnare scrittura creativa a dei pivelli senza talento. E soprattutto ritrovarsi faccia a faccia coi fantasmi del passato.

Maschio bianco etero di John Niven

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Maschio bianco etero ultima modifica: 2019-09-21T11:43:16+00:00 da admin-Salvatore
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