A volte ritorno

A volte ritorno - John Niven

FATE I BRAVI questo era l’unico comandamento che Dio aveva scritto sulle tavole della Legge. Ma Mosè aveva ritenuto che un unico comandamento troppo generico non andasse bene per il suo popolo e decise di riscrivere le tavole con i conosciuti 10 comandamenti.

Ma mentre il messaggio di Dio era semplice ed applicabile a qualsiasi scelta umana, i 10 comandamenti hanno creato incomprensione tra gli uomini, e la nascita di innumerevoli correnti cristiane che non seguono più il vero messaggio di Dio.

Ma osservando da lontano le cose non erano andate poi malissimo e tra alti e bassi il mondo raggiunge il rinascimento, epoca in cui Dio era abbastanza soddisfatto delle sue creature da pensare di potersi prendere una settimana di ferie.

Al termine della settimana paradisiaca, circa 400 anni nel tempo terrestre, Dio torna dalle sue meritate ferie e trova il mondo pericolosamente devastato.

Guerre, odio, avidità, intolleranza, cupidigia.

La crisi sembra irreparabile. Che fare, ripartire da zero o provare a rimandare sulla terra il figlio prediletto?

E’ così che Gesù si ritrova negli Stati Uniti del nuovo millennio (zona geografica che ha particolarmente bisogno della parola di Dio) in una situazione più difficile della volta precedente. Comunicare adesso è più difficile di prima, essere creduti e seguiti è ancora più complicato.

Così Gesù fa quel che può per portare amore nella città di New York, fino a che non gli si prospetta l’occasione di partecipare ad un talent televisivo, grazie al suo talento musicale, da cui può rivolgersi all’intera Nazione.

Ma Gesù nell’era moderna viene ritenuto solo un fricchettone dall’idee bizzarre, quando non viene preso proprio per un truffatore. Nonostante questo riesce comunque a diffondere il suo messaggio di amore e pace.

Irriverente, blasfemo, diseducativo, inneggiante alla droga ed all’amore libero, ma assolutamente un capolavoro letterario, dall’idea originale e completa, divertente e anche capace di far riflettere un po’ sulla religione e sull’anima di questa società moderna.

Ho imparato da poco a leggere John Niven, e Le solite sospette di cui vi ho parlato era carino, divertente, ma A volte ritorno è decisamente di una categoria superiore.

Finito di leggere è subito diventato uno dei miei romanzi preferiti, dal quale trarre citazioni ed ispirazione (fate i bravi me lo ricorderò per sempre). Prendete in mano questo romanzo ed iniziate a leggerlo senza pregiudizi e con un po’ di mente aperta.

Un paragrafo significativo per A volte ritorno

Oggi era solo la seconda volta che ci andavo. La prima è stata qualche settimana fa, e ti giuro che ho pianto per mezz’ora. C’erano anche dei bambini, capisci? Bambini delle medie che ti dànno del frocio e dicono che Dio ti vuole morto e roba del genere. Con i genitori lí accanto. Ti senti come… come se fossi un… – Pete lascia la frase a metà, la voce nuovamente rotta, mentre siede al tavolo da picnic ombreggiato dall’autobus. Becky allunga una mano e la posa sulla sua.
Un lebbroso, pensa Gesú, terminando la frase al posto suo. Come se fossi un lebbroso. Pete tira su col naso e si toglie una briciola dal buco dove un tempo c’era un dente.
– Che ti è successo alla faccia? – chiede Becky.
– Oh, qualche mese fa dei simpaticoni mi hanno rifatto i connotati.
– E perché? – chiede Morgan.
– Perché loro erano sbronzi e io dormivo sul marciapiede, credo.
Tutti quanti provano a digerire la cosa. Becky si accorge che Gesú ha stritolato la lattina che ha in mano e fa un respiro profondo prima di chiedere: – Qual era esattamente il tuo mestiere, Pete? – Edilizia. Facevo il falegname.
– Sul serio? – dice Gesú Cristo, con un sorriso. – Allora, Pete… – continua, alzandosi per stiracchiarsi alla luce del sole, – ti va di venire con noi a Los Angeles?
Pete squadra il tizio che ha conosciuto appena un’oretta fa. – Prego? – chiede.
– Senti, – continua Gesú, – se vieni con noi ti daremo vitto e alloggio, cercheremo di procurarti le tue medicine, e già che ci siamo ti troveremo un lavoro. Te lo prometto.
Pete alza gli occhi e strizza le palpebre controluce: guarda Gesú, la lucente cascata di capelli biondi e gli occhi azzurri, cosí tranquilli e sereni. – E come farete? – domanda.
– Oh, un modo lo troveremo, – dice Gesú.
Pete si rivolge al resto della tavolata e chiede: – Ma esiste davvero ’sto qua?
– ’sto qua è un pazzo fuori di testa, – dice Morgan.

La presentazione ufficiale per A volte ritorno

Dopo una vacanza di qualche secolo Dio è tornato in ufficio, in Paradiso, e per prima cosa chiede al suo staff un brief sugli ultimi avvenimenti. I suoi gli fanno un quadro talmente catastrofico – preti che molestano i bambini, enormità di cibo sprecato e popolazioni che muoiono di fame… – che Dio si vede costretto a rimandare giù il figlio per dare una sistemata. JC (Jesus Christ) gli dice: “Sei sicuro sia una buona idea? Non ti ricordi cosa è successo l’altra volta?” Ma Dio è irremovibile. Così JC piomba a NY, dove vive con alcuni drop-out e ha modo di rendersi conto in prima persona dell’assurdità del mondo degli uomini. E cerca, come può, di dare una mano. Il ragazzo non sa fare niente, eccetto suonare la chitarra. E riesce a finire in un programma di talenti alla tv. Un gran bel modo per fare arrivare il suo messaggio a un sacco di gente. Ma, come già in passato, anche oggi chi sta dalla parte dei marginali non è propriamente ben visto dalle autorità.

A volte ritorno - John Niven

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A volte ritorno ultima modifica: 2019-08-23T16:14:21+00:00 da admin-Salvatore
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