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L’isola dell’angelo caduto

L'isola dell'angelo caduto di Carlo Lucarelli

L’isola è una prigione da cui nessuno riesce a fuggire, sia in senso materiale che metaforico.

L’isola è la sede di una colonia penale per detenuti politici, antifascisti, gestita dalle camice nere. Ma anche per chi stà fuori dalla Cajenna, la fortezza adibita a carcere, l’isola è una prigione da cui non si può fuggire e su cui sono relegate persone dimenticate che in qualche modo devono scontare anch’essi le loro colpe.

Il Commissario non sa bene quali siano le sue colpe, e sopratutto senza colpa è la moglie che colta dalla depressione ascolta continuamente una unica canzone, Ludovico, che sembra potersi sentire da ogni angolo del piccolo paese, portando la sua malinconia ovunque.

Solo una cosa può salvarla dalla sua depressione, fuggire dall’isola. E dopo tre anni sembra che l’ordine di trasferimento stia arrivando, ma nel momento peggiore: una camicia nera viene trovata morta.

Il commissario indaga, aiutato ed ostacolato dalle camicie nere, e mentre i morti aumentano le nebbie dell’isola, metaforiche e reali anch’esse, coprono i possibili sviluppi.

Un romanzo assolutamente originale, datato 1999, ma che a 20 anni di distanza resta godibile. Carlo Lucarelli racconta a modo suo episodi e modi del fascismo da un punto di vista assolutamente diverso dagli altri, e per questo apprezzabile.

Un paragrafo significativo per L’isola dell’angelo caduto

La più piccola Questura d’Italia. Lui e un brigadiere, e basta.

A tutto questo e ad altro pensava il commissario, mentre appoggiato con le spalle al muro esterno dell’ambulatorio, lo sguardo fisso a terra e le braccia conserte sul doppiopetto scuro, aspettava che il dottore finisse con calma di esaminare il cadavere della camicia nera. In testa, tra i calcoli freddi di ore di luce, di correnti e di maree, il dubbio mortificante di non essere all’altezza. Nel cuore, la sensazione sottile che sulla rupe avrebbe fatto meglio a stare zitto. Nelle orecchie, portata da una bava impercettibile di vento, quella voce lontana, infantile e fastidiosa che quasi al limite dei sensi ripeteva “Ludovico”.

La presentazione ufficiale per L’isola dell’angelo caduto

Gennaio 1925. Mentre il Duce si assume alla Camera la responsabilità del delitto Matteotti, su una sperduta isola italiana, sede di una Colonia penale per delinquenti comuni e prigionieri politici, viene trovato il cadavere di una camicia nera. A indagare su questa morte, e su quelle che seguiranno, è chiamato un giovane commissario senza illusioni, né fascista né antifascista, un piccolo malinconico eroe involontario. Ha una moglie resa folle dalla tristezza, dalla solitudine e dagli influssi malefici che aleggiano sull’isola. Che sembra intanto sprofondare in una sorta di incantesimo sempre più insondabile, tanto che forse, ormai, allontanarsi è davvero impossibile…

L'isola dell'angelo caduto di Carlo Lucarelli

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L’isola dell’angelo caduto ultima modifica: 2020-03-14T10:37:21+00:00 da admin-Salvatore
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