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Carta bianca

Carta bianca di Carlo Lucarelli

Nell’era fascista era difficile non farsi coinvolgere dalla situazione politica, a maggior ragione se eri un funzionario pubblico.

Il Commissario De Luca era stato costretto da vicende personali ad abbandonare la questura per andare a lavorare nella Polizia Politica, ambiente a lui ostile per concezione, ma al quale ha comunque dedicato tutta la sua nota professionalità.

Appena ha potuto è tornato alla Questura, a quel lavoro investigativo che ama, parte della sua vita e della sua personalità, ma inevitabilmente si trascina dietro il percorso fatto ed il peso di aver collaborato alle nefandezze della Politica Fascista.

Il suo primo caso da investigatore in questa sua seconda avventura professionale è di difficile soluzione non solo per la mancanza di indizi e per i testimoni introvabili, ma per le pesanti ingerenze della politica che lo strumentalizzano e lo indirizzano non verso la soluzione corretta del caso, ma verso quella politicamente più conveniente.

La vittima dell’omicidio ha contatti pesanti sia con la borghesia fascista che con l’aristocrazia e visto il periodo (il governo fascista è ai suoi ultimi mesi) la borghesia deve essere protetta perché rappresenterà presto il nuovo potere.

Indiziate dell’omicidio sono principalmente tre donne, rappresentative di tre diverse classi sociali, ultime a visitare la casa dove si è svolto il delitto. Ognuna ha le proprie ragioni per nascondersi ed essere riluttante a collaborare. I nuovi collaboratori di De Luca si rivelano abili nel muoversi tra la popolazione sempre diffidente e gli organi di polizia poco collaborativi.

Alla fine si otterranno entrambe le soluzioni del caso, quella ufficiale e politica, e quella reale, ma destinata a restare nascosta.

Un bel romanzo, in cui il periodo storico riveste la maggiore importanza e la riuscita descrizione del clima politico è lo spunto di maggiore interesse.

Un paragrafo significativo per Carta bianca

Il Questore sorrise. «Sei uno dei migliori investigatori della Polizia, lo eri prima di andare alla Muti e lo sei anche adesso… investiga, scopri l’assassino».

«In forma confidenziale, naturalmente…».

«Tutt’altro, commissario», Vitali si alzò in un fruscio d’orbace e fece gemere gli stivali alle spalle di De Luca, «tutt’altro. Avrete ampia pubblicità sui giornali e ogni mezzo a vostra disposizione… ogni appoggio dal Partito». Girò anche lui attorno alla scrivania e si fermò accanto al Questore. Era un uomo piccolo, dall’aria nervosa, con i capelli corvini lisciati all’indietro dalla brillantina. De Luca li guardò a lungo, in silenzio, poi annuì.

«Ho capito» disse, «scopro chi ha ucciso Rehinard. Poi?».

«Poi lo arresti. Gli metti le manette e lo porti in prigione… è questo il tuo mestiere, no?».

«Anche se è un conte?».

«Anche se è un conte».

«Anche se è un tedesco?».

Vitali fece una smorfia, stirando le labbra sottili. «Un tedesco no, naturalmente… ma questo è ovvio».

La presentazione ufficiale per Carta bianca

Aprile 1945. Col finire della guerra il commissario De Luca vuol prendere le distanze dal proprio passato nella polizia politica e adesso indaga proprio su quei crimini comuni, che in tempi di dissoluzione di un regime passano senz’altro in secondo piano. Ma le cose non vanno come ci si aspetta. Nulla è scontato, nulla obbedisce al modello di una trama ben confezionata di cui l’autore sa già tutto. Sembra anzi che Lucarelli sia lí, appena un passo davanti a noi, ansioso quanto noi di scoprire dove diavolo lo porti il suo personaggio, a quale rivelazione di sé. Può darsi che l’indagine porti lontano, proprio in quel mondo febbrile di corruzione e traffici loschi che ben si sposa con la fine di una dittatura. Può darsi che porti a scoprire qualcosa che ci appartiene profondamente come italiani, e che forse non è mai passato, forse è ancora lí che aspetta. E anche De Luca è con noi, con la sua malinconia, con quello che può apparire perfino cinismo, e invece è solo la consapevolezza che, nella vita come in un’indagine degna del suo nome, arriva sempre il tempo di scegliere. Con uno scritto di Lucarelli sull’origine del suo personaggio, e del suo cammino di scrittore.

Carta bianca di Carlo Lucarelli

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Carta bianca ultima modifica: 2020-02-08T08:40:48+00:00 da admin-Salvatore
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