Sottomissione

sottomissione - 	Houellebecq MichelDi solito prima racconto il libro per come l’ho letto io, dopo inserisco anche la descrizione ufficiale diramata dall’editore.

Per parlare di questo libro però occorre assolutamente partire  dalla recensione ufficiale, che tra l’altro recita:

Qualcosa sta cambiando. La Francia è in piena campagna elettorale, le presidenziali vivono il loro momento cruciale. I tradizionali equilibri mutano. Nuove forze entrano in gioco, spaccano il sistema consolidato e lo fanno crollare. È un’implosione improvvisa ma senza scosse, che cresce e si sviluppa come un incubo che travolge anche François. “Sottomissione” è il romanzo più visionario e insieme realista di Michel Houellebecq, capace di trascinare su un terreno ambiguo e sfuggente il lettore che, come il protagonista, François, vedrà il mondo intorno a sé, improvvisamente e inesorabilmente, stravolgersi.

La scossa, che tutti sanno prima di iniziare a leggere il romanzo, è la vittoria alle elezioni presidenziali francesi del partito di Fratelli Musulmani, che presto trasformano la Francia in uno Stato Religioso .

E nei salotti culturali, nei gruppi di lettura si parla di questa attualissima fantasia, dello scambio interculturale, delle ipotesi dell’ Islam al potere in uno stato democratico .

Peccato che Sottomissione sia romanzo è assolutamente superficiale su questo argomento, grande idea non sviluppata, che semplicemente fa da contorno, una visione periferica alla vita di François .

Se pensavata di aver acquistato un romanzo politico o storico, avete sbagliato, come me .

Possiamo sicuramente dire che Houellebecq ha trovato l’idea e l’ha lanciata. Adesso aspettiamo uno scrittore che la sviluppi seriamente .

Ed invece di cosa parla questo romanzo ?

Della vita di un quarantenne frustrato, che si sente un fallito perchè in realta questo è, intelligenza fervida ed originale gettata alle ortiche da una vita pigra e dissoluta, che solo per la benevola volontà del caso e della fortuna si trova ad occupare un posto di prestigio all’università della Sorbona.

Conosciamo tutte le fantasie ed esperienze sessuali di François, quasi una strizzatina d’occhio a 50 sfumature di grigio sapendo che il sesso vende sempre.

Questo  triste uomo subisce continuamente la vita, dall’inizio alla fine del romanzo, e se la presentazione ufficiale parla di presa di coscienza, in realtà assistiamo al declino di un uomo senza nerbo trascinato dagli eventi e dalla assoluta incapacità di pensare con la propria testa, bramoso solo di sesso, denaro e solo una parvenza di rispettabilità .

Quindi abbiamo una trama mal sviluppata su un’idea che poteva permettere molto di più, una scrittura scialba e poco pungente, un ambientazione poco internazionale e troppo poco aperta . Cosa resta ? Un romanzo furbamente pubblicato al momento giusto.

— un paragrafo significativo —

Poi accantonai le bollette e gli avvisi di pagamento – documenti facili, che mi bastava archiviare nelle cartelle appropriate – per isolare la corrispondenza dei miei due interlocutori essenziali, quelli che strutturano la vita di un uomo: l’assicurazione sanitaria e l’ufficio tributi. Non avevo il coraggio di accollarmeli subito, e decisi di andare a fare un giro per Parigi – cioè, Parigi magari no, era esagerato, per quel primo giorno mi sarei limitato a una passeggiata nel quartiere.
Mentre chiamavo l’ascensore mi resi conto che non avevo ricevuto alcuna comunicazione dalle autorità universitarie. Tornai in casa per consultare gli estratti conto: lo stipendio mi era stato versato sul conto, normalmente, a fine giugno; la mia condizione, dunque, continuava a restare incerta.
Il cambiamento di regime politico non aveva lasciato tracce visibili nel quartiere. Gruppi compatti di cinesi continuavano come sempre ad accalcarsi davanti alle sale-corsa, con le cedole di scommessa in mano. Altri spingevano di gran premura carriole piene di manghi, salsa di soia, riso. Niente, neanche un regime musulmano, sembrava in grado di rallentare la loro attività incessante – il proselitismo islamico, come prima di esso il messaggio cristiano, si sarebbe probabilmente dissolto senza lasciare tracce nell’oceano di quella civiltà immensa.
Passeggiai per Chinatown per poco più di un’ora. La parrocchia di Saint-Hippolyte continuava a proporre corsi di avviamento al mandarino e alla cucina cinese; i volantini per le serate Asia Fever di Maisons-Alfort non erano scomparsi. In pratica, l’unico segno di trasformazione visibile che scoprii fu la scomparsa del reparto kosher del Géant Casino; ma la grande distribuzione si era sempre contraddistinta per il suo opportunismo .

sottomissione - 	Houellebecq Michel

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Sottomissione ultima modifica: 2015-02-15T15:50:33+00:00 da admin-Salvatore
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