La vita è un ballo fuori tempo

la vita è un ballo fuori tempo - Andrea ScanziUn presidente del Consiglio vanitoso ed arruffone, una bella ministra dalla professionalità discutibile e piuttosto vendicativa verso i critici, un giornale di regime che inventa e trasforma le notizie, riportando solo magnifici (ed inesistenti) risultati, un popolo bue non in grado di pensare e preoccupato solo dei suoi bisogni materiali e dei programmi in televisione .

L’ Italia ? No, cosa ve lo ha fatto pensare .

Questa è la nazione inventata da Andra Scanzi per il suo primo romanzo .
Stevie è un quarantenne feticista, depresso, insicuro che lavora per il giornale ‘La Patria‘ inventando trionfali articoli sportivi sulla pessima squadra locale .

Stevie aveva degli ideali, una visione del mondo più grande di Lupinia, la città in cui vive e famosa per la maionese di lupini. Tutti i suoi ideali però sono pian piano morti per solitudine e per la fatica di essere soli a lottare in un mondo che ormai si è arreso al tracollo morale ed intellettuale .

Sono veramente pochi quelli che mantengono una lucidità intellettuale, non scodinzolano dietro i politici, a bocca aperta di fronte alla tv .

Tra questi il nonno di Stevie, che insieme ad un altro gruppo di vecchietti si guadagna da vivere progettando videogiochi per anziani e si mantiene vivo sperando nella rivoluzione e in una rinascita emotiva del nipote.

Ma la deriva del giornalista è iniziata quando è stato abbandonato dalla sua donna, che ha inseguito la carriera nella capitale a discapito dell’amore . Stevie non è riuscito ad andare avanti, non è riuscito ad innamorarsi di nuovo, se non virtualmente, non è più riuscito a credere in se stesso .

Così convinto di lottare contro mulini a vento si è lasciato andare, si è imposto di non credere più nei valori che gli sono propri, si trascina giorno per giorno senza traguardi da raggiungere .

La vita è un ballo fuori tempo è un libro divertente, sagace, leggero al punto giusto per nascondervi dentro qualche messaggio morale subliminale.

Un bravo particolare ad Andrea Scanzi, giornalista de Il fatto quotidiano, dall’editoriale sempre ficcante, attento lettore dell’attualità e perspicace nel rivelarne gli intrighi, che si è saputo riciclare romanziere restando fedele a se stesso . I suoi lettori quotidiani sapranno riconoscerlo nelle parole e nella trama di questo romanzo.

— un paragrafo significativo —

«Leggi bene, eh. È così che il giornalismo cresce, intellettuale miscredente, ah ah ah.»

Stevie neanche provò a rispondere, tanto J.J. Cernia non c’era più.

Era un decalogo. Un decalogo urgente. Un «decalogo del giornalismo del bene». Stevie controllò ancora che nei paraggi non ci fossero Ry Cooder e Zagor. Non c’erano. Così, finalmente, lesse.

Questo quotidiano è sempre stato all’avanguardia per libertà e comunicazione. Ora che, grazie al giovine Premier Dottor Tullio Stelvio Bacarozzi, la storia ci è passata davanti, non abbiamo avuto dubbi e siamo saliti su quel treno. Un treno di ottimismo, di speranza, di positività. «La Patria» è vicina agli sforzi del governo e ne sposa interamente la filosofia e la comunicazione. Si dà perciò seguito ai voleri del Premier stesso, nonché del ministro della Propaganda Alabardo Sfinteri, affinché tali semplici dieci regole siano prontamente adottate da tutti i nostri collaboratori. Tali regole, in uno dei molti impeti di genio del Premier Dottor Tullio Stelvio Bacarozzi, sono state definite «Il Decalogo del Giornalismo del Bene». Non senza emozione, rendiamo pubblico tale prontuario, che certo aiuterà il lavoro di tutti noi, nonché la ripresa di questo nostro grande Paese.

P.S. Qualora anche solo una delle dieci regole non fosse rispettata,
il colpevole sarà prima segnalato alle autorità competenti e poi licenziato. Però democraticamente e sempre nel pieno rispetto delle leggi bacarozziane vigenti.

— la presentazione ufficiale —
Chi è quel bambino che gioca a calcio da solo tutte le mattine? Chi è la misteriosa Layla, di cui il protagonista Stevie è innamorato da anni anche se non le ha mai rivolto la parola? E perché il cane del paese mangia solo crocchette all’alchermes? In una sola settimana possono succedere molte cose, tra cui un hackeraggio antigovernativo organizzato da un gruppo di arzilli nonnetti, più Amici miei che Ernesto Che Guevara, e una sconvolgente rivoluzione, tutta privata, di Stevie. Un romanzo corale e spassosissimo, uno squarcio di pietosa verità su una generazione che forse non è ancora condannata al pareggio.

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La vita è un ballo fuori tempo ultima modifica: 2015-08-18T09:00:53+00:00 da admin-Salvatore
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