E l’eco rispose

e l'eco rispose

Hosseini ci porta ancora una volta in viaggio in Afghanistan , ma non quello che vediamo in televisione, quello reale, vissuto con difficoltà dalle famiglie che hanno problemi ben più grandi che la conduzione politica del paese.

L’Afghanistan di Hosseini è quello delle famiglie contadine, con problemi materiali da risolvere giornalmente, quello delle divisioni sociali, della mortalità infantile, di una vita che non da prospettive.

C’è anche la guerra in questo nuovo racconto, ma non è che arrivi a devastare un paese altrimenti tranquillo.

La guerra è solo un’altro problema sulle spalle della gente, un nuovo veicolo di morte ed infelicità.

E se dalle nostre televisioni ci dicono che la guerra è finita, che adesso c’è la ricostruzione, dal romanzo si vede che le conseguenze di una guerra non sono mai positive, che puoi ricostruire, ma non cancellare il danno che hai fatto, che puoi curare ma non riportare in vita, che puoi amministrare, ma non far nascere la giustizia dal nulla.

Hosseini ci racconta tutto ciò come sfondo di tante storie di vita, alcune strettamente legate tra loro, altre vite che si sfiorano, ma che inconsapevolmente lasciano dei germogli e delle ferite .

Ogni vita una storia. La prima ci spiega il legame profondo tra due bambini, fratello e sorella, uno la colonna fisica dell’altro per cui è la colonna morale a cui appoggiarsi . Una simbiosi che viene presto interrotta violentemente.

Decenni di vicende in cui ognuno vivrà la propria vita e sarà portato a sfiorare altre vite, per poi ricongiungersi a fine romanzo, anche se non è un lieto fine, anche se non ti aspetti il lieto fine.

E l’eco rispose è un buon romanzo, a livello emozionale forse non ha la stessa portata di Il cacciatore di aquiloni, ma porta a maggiore riflessione su fatti che in qualche modo appartengono alla nostra epoca, anche se li avvertiamo lontani, o i media li fanno apparire lontani.

—– un paragrafo significativo

Posso riassumere tutto in una parola: guerra. O meglio, guerre. Non una, non due, ma molte guerre, grandi e piccole, giuste e ingiuste, guerre con un cast instabile di presunti eroi e di canaglie, ogni nuovo eroe capace di far rimpiangere la vecchia canaglia. Cambiavano i nomi, cambiavano le facce, e io ci sputo sopra, su tutti, per le faide miserabili, i cecchini, le mine antiuomo, i bombardamenti, i razzi, i saccheggi, gli stupri e gli ammazzamenti. Ah, basta! È un compito troppo grande e troppo sgradevole. Ho già vissuto quei tempi e in queste pagine voglio riviverli il più brevemente possibile. Il solo bene che ne ho ricavato è stata una piccola rivalsa per la piccola Pari, che ora deve essere diventata una giovane donna. Mi alleggeriva la coscienza sapere che era al sicuro, lontano da tutta questa carneficina.
Come lei sa, signor Markos, gli anni Ottanta in realtà non furono particolarmente terribili a Kabul, perché gran parte delle azioni belliche avveniva fuori dalla capitale. Tuttavia in quel periodo si verificò un grande esodo e molte famiglie del nostro quartiere fecero i bagagli e lasciarono il paese, dirette in Pakistan o in Iran, nella speranza di trovare poi asilo in Occidente.

E L’ECO RISPOSE

Piemme

HOSSEINI KHALED

19.90EUR

E l’eco rispose ultima modifica: 2013-09-09T17:31:38+00:00 da admin-Salvatore
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