Machbet

Machbet di Jo NesbøMachbet fa parte di una collana che attinge alle grandi opere di Shakespeare e le riadatta in forma di romanzo moderno ad opera dei grandi autori internazionali.

Il Machbet di Shakespeare è una tragedia in cui viene condannata l’ambizione politica ed il successo nelle pubbliche cariche inseguite solo per i propri fini personali, una brama di potere che arriva a incidere l’animo di chi la persegue.

Il Machbet di Jo Nesbø porta agli eccessi la trasformazione dell’animo umano che arriva a giustificare ogni aborrevole azione con il fine, illudendosi che il raggiungimento della posizione più alta non sia solo una gratificazione personale, ma un sacrificio necessario affinché il bene prevalga.  Il bene superiore della comunità, così come concepito da questo Machbet moderno, giustifica ogni genere di sopraffazione ed uso della violenza.

In una città corrotta, abbandonata dallo Stato, dove la carriera politica e istituzionale è ormai sinonimo di corruzione e disonestà, Machbet viene spinto dalla sua amata a scavalcare la gerarchia della polizia cittadina, schiacciando ogni possibile opposizione.   La città, perennemente coperta da nuvole di pioggia, appare come un cumulo di macerie fisiche e morali a cui ormai la cittadinanza si  è adeguata e rassegnata.

Solo pochi uomini riescono a resistere ad un’ondata di violenza e corruzione restando immuni al fascino del potere assoluto, che non sempre viene percepito come ricchezza materiale, quanto piuttosto come egemonia sul resto della cittadinanza.

Un romanzo cupo, greve di sentimenti, apocalittico  molto ben architettato dall’autore per restare fedele all’opera ispiratrice pur adattandola in modo significativo al mondo moderno ed all’esasperazione romanzata di un modo di fare politica che purtroppo esiste ed è reale.

— un paragrafo significativo —

«C’è quel giornalista radiofonico» disse, «Kite, che diffonde in giro pettegolezzi malevoli e di certo ha una sua agenda contro di me. Come si fa a neutralizzare una persona del genere?»
«Eh, i giornalisti!» esclamò Tourtell alzando gli occhi al cielo. «Sono ossi duri. Sono solennemente convinti di essere al servizio di una causa superiore. Una brutta gatta da pelare. Rispondono solo al direttore della testata, che a sua volta deve rispondere al suo padrone, che è lì per far soldi. Come mai non mangi, Macbeth? Sei preoccupato?»
«Io? Niente affatto.»
«Veramente? Con un commissario capo ammazzato, un altro scomparso e tutta la responsabilità in un colpo solo sulle tue spalle? Se fossi al posto tuo io sarei preoccupato, Macbeth!»
«Non intendevo questo.» Macbeth guardò Lady in cerca di aiuto. Lei sedeva di fianco al sindaco, ma era assorbita dalla conversazione con una donna che era il consulente finanziario dell’amministrazione comunale o qualcosa del genere. «Scusatemi» disse Macbeth alzandosi. Lady lo guardò con aria interrogativa e leggermente preoccupata, ma lui si diresse a rapidi passi verso la reception. «Passami il telefono, Jack.»
L’addetto alla reception ubbidì e Macbeth compose il numero del centralino del quartier generale, che rispose al quinto squillo. Quando si chiamava la polizia, era un tempo di attesa lungo o breve? Non lo sapeva, prima non ci aveva mai pensato. Ma adesso avrebbe dovuto occuparsi anche di questioni del genere. «Sono l’ispettore Macbeth. Mettetemi in comunicazione con le auto di pattuglia.»

— la presentazione ufficiale —

Anni ’70, una città industriale sull’orlo del collasso fatta di fabbriche chiuse, disperazione, piazze di spaccio. Sotto l’eterna pioggia nera che la flagella, il poliziotto migliore che si muove per le sue strade è Macbeth. Un ex tossico, un uomo fragile dal passato turbolento, abbandonato da bambino, uno sbirro incline alla violenza. Ma è lui, con la sua squadra, a gestire con intelligenza una retata nell’area del porto, un’azione in grande stile che, finalmente, gli fa intravedere la possibilità di ottenere una promozione. E quindi guadagnarsi il rispetto degli altri, avere una vita migliore, e molto più potere, che è ciò che conta. Tutto questo è lì, a portata di mano: ma, pensa Macbeth, davvero mi lasceranno arrivare tanto in alto? Tormentato dalle allucinazioni, vittima di paranoie sempre più acute, Macbeth comincia, lentamente, a soccombere a se stesso e al tarlo dell’ambizione.

Machbet di Jo Nesbø

 

 

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Machbet ultima modifica: 2018-12-03T10:05:16+00:00 da admin-Salvatore
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