La notte più lunga

La notte più lunga - Michael Connelly

Pieno di riferimenti alle ultime avventure ed ai colleghi di Bosch in questo romanzo che sa un po’ di addio al nostro amato detective. Un po’ come quando ci sono le serate di addio a qualche personaggio celebre che viene festeggiato facendolo incontrare ad altre persone importanti della sua vita che raccontano qualche aneddoto interessante.

Bosch ormai è anziano, stanco, anche un po’ deluso dalla vita e dalla società. Bosch probabilmente si fa con questo romanzo un po’ da parte, ma non ci lascia completamente soli. La sua eredità culturale passa a Renée Ballard, che abbiamo già conosciuto nel romanzo L’ultimo giro della notte.

E’ un bel personaggio la detective Ballard: porta con se tutti i principi morali di Bosch, ma è un po’ più aperta, sociale e giovane. Ed ama il suo lavoro.

Ballard copre il turno di notte, per una ingiusta punizione, ma si muove bene nelle ore più buie. Quando trova Bosch a curiosare tra gli schedari degli omicidi si interessa alla sua ricerca e subito fa suo il caso, la caccia all’assassino di Daisy, una ragazza sedicenne, che agita i sonni di Bosch.

Mentre di giorno segue questo caso un po’ per Hobby, come si giustifica con i suoi superiori, Renée ci porta su vari casi curiosi che incontra durante il suo turno di notte, dalle liti domestiche, ai furti, alle scorribande di giovani teppisti. Questi casi movimentano molto la trama del libro.

Peccato che Connelly cada nel tranello più subdolo per gli scrittori di gialli: in una città di milioni di persone, Ballard si imbatte per caso proprio in chi poi sarà individuato come l’assassino di Daisy. Troppo facile.

Comunque un bel romanzo, dinamico, un giusto tributo al detective Bosch che per tanti anni ci ha fatto appassionare ai romanzi di Connelly.

Un paragrafo significativo per La notte più lunga

«Bosch ti ha chiesto qualcosa che io non ti ho chiesto?»

«Sì, ma non su Daisy. Mi ha chiesto del suo ragazzo. Voleva sapere se l’avevo visto ancora in giro, dopo l’omicidio.»

«Chi era?»

«Un altro scappato di casa. Lo conoscevo con il suo nome da graffitaro: Addict. Bosch ha detto che si chiamava Adam qualcosa, ora non ricordo. Comunque la risposta è no, non l’ho mai più visto in giro dopo il fatto. I tipi come lui vanno e vengono.»

«Dici che non c’era altro, tra loro? Erano semplicemente due fidanzatini?»

«Stavano insieme anche per altre ragioni. Una come lei aveva bisogno di un uomo che le facesse da pappone. Lei batteva, lui la proteggeva, e si dividevano i profitti. Solo che quella notte lui doveva essere occupato altrove e lei ci ha rimesso la pelle.»

Ballard annuì. Probabilmente Bosch voleva parlare con Adam/Addict perché il giovane doveva sapere chi conosceva Daisy, con chi aveva a che fare, e dov’era andata l’ultima notte della sua vita.

Forse era anche un indiziato.

«Tu sai di Bosch, giusto?» chiese Dvorek.

«Sì» rispose Ballard. «Lavorava alla divisione un po’ di tempo fa.»

«Hai presente le stelle sul marciapiede?»

«Certo.»

Sul marciapiede davanti alla stazione di polizia di Hollywood c’erano delle stelle in onore di poliziotti rimasti uccisi in servizio.

«Ce n’è una» disse Dvorek «con il nome del tenente Harvey Pounds. Era il tenente di Bosch quando lui lavorava qui. Fu sequestrato e ucciso e morì d’infarto mentre lo torturavano, per via di un caso a cui Bosch stava lavorando.»

Ballard non aveva mai sentito prima quella storia.

«Qualcuno ha pagato, per questo?»

«Dipende dai punti di vista. Il caso è etichettato come “risolto-altro”, ma è uno dei misteri di questa città grande e cattiva. Si dice che Pounds sia morto a causa di qualcosa che Bosch aveva fatto.»

“Risolto-altro” era la definizione per un caso ufficialmente chiuso ma senza un arresto o un processo. Di solito questo accadeva quando il principale indiziato era morto o stava già scontando una condanna a vita per un altro crimine, e non valeva la pena di affrontare le spese e il rischio di un processo che nel migliore dei casi non avrebbe ottenuto alcun castigo aggiuntivo.

«Ho sentito che il fascicolo è secretato. Da “maneggiare con cura”.»

“Maneggiare con cura” era un modo di dire del LAPD per indicare un caso delicato, con implicazioni politiche all’interno del dipartimento. Il tipo di caso in cui una mossa sbagliata poteva bloccare una carriera.

La presentazione ufficiale per La notte più lunga

Come a ogni alba, la detective Renée Ballard torna al distretto con addosso tutta la stanchezza della notte. È la sua croce, fin da quando si è scontrata in malo modo con i suoi superiori: essere relegata al turno che va dalle sette di sera alle sette di mattina, quello che i poliziotti chiamano “l’ultimo spettacolo”, e dove se resti troppo a lungo ti appioppano soprannomi come “il Relitto”. Ma stavolta alla stazione di polizia c’è una sorpresa ad aspettarla: uno sconosciuto con i capelli grigi e i baffi, intento a frugare tra i vecchi schedari. Un intruso che si chiama Harry Bosch. Proprio lui, il detective del LAPD in pensione che adesso si occupa di cold case al distretto di San Fernando. Harry sta indagando sul caso irrisolto della quindicenne Daisy Clayton, una ragazzina scappata di casa e ritrovata morta in un cassonetto. Una giovane vita finita come un sacco di spazzatura. Bosch ha conosciuto la madre della ragazzina, e non riesce ad avere pace sapendo che chi ha fatto del male a Daisy è ancora a piede libero. Non è facile per Renée, la cui natura scontrosa le ha già alienato parecchie amicizie, superare la diffidenza: Harry Bosch l’ha sentito nominare, sì, ma per lei è un perfetto sconosciuto. E comunque, di solito, Renée non si fida degli uomini. Eppure, quando viene a saperne di più sul caso a cui Bosch è tanto interessato, qualcosa in lei si scioglie. Al punto che sarà proprio lei a voler partecipare alle indagini…

La notte più lunga - Michael Connelly

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La notte più lunga ultima modifica: 2019-10-20T08:57:43+00:00 da admin-Salvatore
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