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La legge del sognatore

La legge del sognatore di Daniel Pennac

Pennac ci racconta di un suo sogno da bambino, e poi di un suo sogno da adulto.

Il libro è impostato come un racconto autobiografico, anche se nella seconda parte del libro, in cui Pennac ci vuole svelare il senso di ciò che ha scritto, ci rivela che anche se ispirato, c’è poco di quello che ha veramente sognato in vita sua.

Bella, emotiva la prima parte in cui ci racconta i sogni.

Cosa sono i sogni? Ricordi, desideri, coscienza che viene rivelata? Non lo sappiamo, ma nel sogno anche le cose più complesse sembrano naturali, allora il sogno è una semplificazione della realtà, per capirla meglio, per ragionare sulle questioni più complicate prendendole per singoli fattori.

I sogni possono essere premonitori? SI, se nel sogno finalmente riusciamo a spiegarci quella cosa che da svegli non riusciamo ad afferrare.

I sogni di Pennac mi sono piaciuti molto.

Pennac ed il suo tentativo maldestro di spiegarci cosa ha scritto mi è piaciuto meno. Poteva continuare a raccontarci un terzo sogno, se proprio aveva bisogno di allungare le pagine.

Un paragrafo significativo per La legge del sognatore

Federico Fellini era un regista italiano conosciuto in tutto il mondo per il quale vostra bisnonna ha lavorato un po’ negli anni sessanta. Quando ero piccolo dormivo sotto uno dei suoi sogni che lei aveva appeso sopra il mio letto.

Per trent’anni Fellini ha disegnato e dipinto tutti i suoi sogni. Poi li ha raccolti in un grosso libro: Il libro dei sogni (che in francese è stato tradotto come Il libro dei miei sogni). È lì nella libreria. Lulle, ce lo porti, per favore? Occhio che è pesante.

“Grazie. Vedete, Fellini disegnava i suoi sogni appena sveglio. Li colorava con quello che aveva sotto mano: matite, tempere, acquarelli, biro, pennarelli, inchiostro che stendeva direttamente con le dita, gli andava bene qualsiasi cosa. Dopo averli colorati, li raccontava per iscritto negli spazi lasciati liberi dal disegno. Così tutte le pagine sono sature di immagini e di righe che si compenetrano, vedete? La sua grafia minuta, dritta, rapida, riempie tutti i vuoti, come le nostre sensazioni intorno alle immagini prodotte dai sogni. (I nostri sogni sono pieni come un uovo, ci avete fatto caso? Immagini e sensazioni riempiono tutto. Non c’è spazio per il vuoto. In un sogno non c’è spazio per perdersi nei sogni.)

Guardate qui, la grafia è inclinata, segno che scrive più in fretta. Ha premura. Forse ha qualcosa di urgente da fare.

La presentazione ufficiale per La legge del sognatore

Tutto è lecito, come di notte, nei sogni. Ma una logica implacabile e finissima regge le architetture oniriche. Un grande omaggio di Pennac a Federico Fellini, un gigante del cinema italiano che con il sogno ha dialogato tutta la vita.

Se solo mia madre mi avesse presentato a Federico Fellini!Daniel Pennac ha dieci anni, è in vacanza sul massiccio del Vercors con i genitori e l’amico Louis. Sopra il lettino di Daniel troneggia un poster con il disegno di un sogno di Fellini, un regalo del regista quando la madre lavorava a Cinecittà. Forse influenzato da un’intuizione che aveva condiviso poco prima con l’amico, il piccolo Daniel quella notte sogna che la luce è un liquido e che sgorga dalle fonti, e inonda prima l’abitazione e il salotto dove troneggia una statua di san Sebastiano, e poi dilaga per le strade, sommergendo tutta la cittadina, chiesa compresa. Molti anni dopo, ormai due uomini maturi, i due amici si ritrovano nella stessa stanza da letto e Louis propone a Daniel di fare un’escursione e andare a fare il bagno lì vicino, come facevano da bambini. Dopo essersi immerso nell’acqua gelida del lago, sotto il pelo dell’acqua, Daniel riscopre lo stesso paese sommerso del sogno d’infanzia, con la stessa chiesa, la casa con la statua di san Sebastiano, e le due strade dai nomi evocativi, rue du Repos e rue de la Paix. Cosa può aver provocato quel sogno premonitore infantile? Deve essere stata l’influenza di Fellini: allora Daniel decide di mettere in scena al Piccolo di Milano uno spettacolo sui sogni, un omaggio a Fellini, una festa che riunisca tutta la sua famiglia allargata e la popolazione di Milano, in un grande carnevale felliniano che culmina all’Arco di trionfo del Sempione. Ma forse anche questo era un sogno. Infatti, la madre di Daniel amava molto i film di Fellini, ma non ha mai lavorato a Cinecittà. E la città sommersa? E san Sebastiano?
In equilibrio fra sogno e realtà, il libro è un tributo all’amato Fellini e all’amarcord personale dell’autore e della sua tribù immaginaria e reale.

La legge del sognatore di Daniel Pennac

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La legge del sognatore ultima modifica: 2020-07-30T14:17:50+00:00 da admin-Salvatore
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