Il pianto dell’alba

il pianto dell'alba

Il pianto dell’alba è il romanzo conclusivo della saga del Commissario Ricciardi e quindi l’impegno dei personaggi ricorrenti è corale, ognuno trova il proprio spazio.

La vita di Ricciardi è molto cambiata, si è finalmente sposato con Enrica, dopo aver vinto molte delle sue paure, ed è in attesa di un bambino, con l’ansia che la sua condizione particolare possa essere tramandata al nascituro.

Con Enrica le cose vanno molto bene e Ricciardi è felice, tutti notano il cambiamento esteriore, e le sue amicizie si sono rinforzate.

Anche per questo quando una domenica mattina Maione l’aspetta per recarsi con urgenza alla residenza dell’amica Livia Vezzi un pesante fardello gli grava immediatamente sull’animo.

Livia è incosciente nel suo letto, una pistola in mano ed il cadavere del suo compagno Manfred accanto a lei. I poliziotti non fanno in tempo a verificare l’evidenza di quello che hanno davanti agli occhi che la polizia politica li solleva dalle indagini.

Ricciardi e Maione non possono certamente lasciare il destino di Livia in mano alla Polizia politica, anche perché molte ombre sono sospese sulla loro modalità di azione e coinvolgimento nella vicenda, e sono costretti ad indagare di nascosto, con il pericolo di far infuriare persone capaci di intervenire pesantemente.

L’indagine sarà quindi fuori dei canali ufficiali, affidandosi alla rete di amicizie ed informatori a cui solo chi gode di rispetto può accedere.

Ricciardi ha paura, per se, per la sua famiglia, per la vedova Vezzi, per i suoi colleghi, ma non può rinunciare e troverà un aiuto inaspettato per la conclusione della vicenda.

Intanto per Enrica è arrivato il momento di partorire e per Ricciardi di scoprire se il suo erede avrà il suo stesso tremendo destino.

Un paragrafo significativo per Il pianto dell’alba

Un energumeno dalla mascella larga e il cappello calato sugli occhi fece un passo avanti e allungò una mano sul braccio di Ricciardi.
– Senti ’n po’, giovanotto, stai a da’ fastidio pure te, vedi d’annàttene a…
Prima che potesse finire la frase, Maione gli mollò uno schiaffone sull’orecchio. Il gesto fu cosí repentino e violento che l’uomo cadde a terra tenendosi la faccia, con una specie di squittio. Due degli altri puntarono le pistole sul brigadiere che non mutò espressione, mostrandosi piuttosto incline a distribuire equamente lo stesso articolo a tutta l’unità speciale. L’uomo con la cicatrice sulla guancia alzò la mano verso i suoi.
– Calma, calma, per favore. Ci stiamo scaldando inutilmente… – Si avvicinò a Ricciardi, osservandolo curioso. – Riproviamo, abbiamo avuto l’approccio sbagliato. Buongiorno, commissario. Potete chiamarmi Rossi, capitano Rossi. Non dico che sia effettivamente il mio nome, quindi avreste qualche difficoltà a chiedere di me. Appartengo, vi spiegavamo prima, a una struttura che dipende dal ministero. Siamo qui perché questa scena è, diciamo, di interesse nazionale. Per motivi che non vi posso rivelare, insomma, non si tratta di un delitto comune ma di una questione di sicurezza del paese. Quindi, per favore, vi chiedo di lasciarci lavorare in pace.
Ricciardi resse lo sguardo.

La presentazione ufficiale per Il pianto dell’alba

Con un colpo di scena struggente il commissario Ricciardi chiude il suo ciclo.

«La paura, pensò Ricciardi. La paura, quella morsa allo stomaco e al cuore, il respiro che si fa corto, il sudore. Se hai qualcuno che ami, se qualcuno dipende da te, la paura è diversa. Cambia colore».Tutto il dolore del mondo, è questo che la vita ha riservato a Ricciardi. Almeno fino a un anno fa. Poi, a dispetto del buonsenso e delle paure, un pezzo di felicità lo ha preso al volo pure lui. Solo che il destino non prevede sconti per chi è condannato dalla nascita a dare compassione ricevendo in cambio sofferenza, e non è dunque su un omicidio qualsiasi che il commissario si trova a indagare nel torrido luglio del 1934. Il morto è l’uomo che per poco non gli ha tolto la speranza di un futuro; il principale sospettato, una donna che lo ha desiderato, e lo desidera ancora, con passione inesauribile. Cosí, prima di scoprire in modo definitivo se davanti a sé, ad attenderlo, c’è una notte perenne o se ogni giorno arriverà l’alba con le sue promesse, deve ancora una volta, piú che mai, affrontare il male. E tentare di ricomporre, per quanto è possibile, ciò che altri hanno spezzato.

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Il pianto dell’alba ultima modifica: 2019-07-30T17:16:34+00:00 da admin-Salvatore
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