I guardiani

I guardiani

Ho appena terminato di leggere I guardiani di Maurizio De Giovanni e sono un po’ frastornato. La sensazione è quella di aver letto un incipit, come quando ti regalano il primo capitolo di un libro in versione digitale, per invogliarti a comprare il libro intero. Oppure sembra di aver guardato un trailer cinematografico di un film di prossima uscita. Ti fanno vedere un po’ di scene, magari le migliori, per farti capire che genere di film è, poi da agosto in tutti i cinema.

E se fosse un trailer probabilmente andrei poi a guardare il film. C’è molto con cui la curiosità del lettore viene stuzzicata: un Padre ed una Madre che conoscono la mappa dell’esistenza, occultismo ed esoterismo, studiosi all’Indiana Jones, o se preferite alla Robert Langdon del Codice da Vinci, una donna sempre in meditazione che però sembra sapere più degli altri cosa succede nella realtà, luoghi segreti nel sottosuolo di Napoli e di altre città nel mondo.

Ma non è un trailer, e non è il primo capitolo del libro in regalo. E’ un romanzo e dopo aver lanciato tanti bocconcini ai lettori, li lascia a bocca asciutta. Senza una conclusione. Senza una spiegazione. E se tutte le parti non vengono definitivamente collegate tra loro è solo un guazzabuglio di idee, un tentativo di aprirsi ad un altro genere senza avere la capacità di andare fino in fondo.

Deludente. Per fortuna di Maurizio de Giovanni ho sul comodino Il pianto dell’alba in cui lo scrittore torna su terreni a lui più congeniali, con le avventure del commissario Ricciardi, e magari mi dimentico di aver letto i Guardiani.

Un paragrafo significativo da I Guardiani

«Dimmi del Momento.»
Prende fiato, senza cambiare di un millimetro la posizione. L’oscurità è assoluta, l’assenza di rumore potrebbe far credere a un sogno.
«Tutto era tranquillo, Padre. Ho superato il ponte, non c’era nessuno. Ho aperto la porta verde, quella ad arco prima della bottega. Mi sono fermato per essere sicuro che…»
«Dimmi del Momento.»
La voce appena un po’ più dura. Come se il vento si fosse alzato portando la minaccia del tuono.
L’uomo rabbrividisce, e pensa che anche il suo brivido si sia sentito.
«Ero vecchio, Padre. Ci ho messo tempo. Ma non potevo andare prima, quello della bottega a volte fa tardi, rilegano le tesi e…»
«Il Momento!»
Gli si ferma il cuore in petto. È il ruggito di una belva sconosciuta, il rumore dell’anima selvaggia. Il tufo assorbe senza rimandare eco, ma la traccia accompagnerà il torace dell’uomo per molto tempo.
«Sì, Padre. Come una luce senza luce, come una musica senza suono. Io pregavo da un’ora, era l’una.»
«L’una? L’una in punto?»
«Sì, Padre. L’una in punto.»
Silenzio, ancora.
«L’una. Ancora prima.»
Poi l’uomo dice, non resistendo: «Oh, Padre, che meraviglia è stata. Ogni fibra, ogni goccia di liquido è rinata. L’estasi perfetta, l’assoluto che entra nel…».
«Sai degli altri?»
Stavolta il silenzio è suo.
«No, Padre. Almeno, non direttamente.»
«Che vuoi dire?»
«Che… Ma non so nemmeno se sia una coincidenza, Padre. Devi sentire Aristarchos, se non l’hai già…»
Un tuono sordo: «Che vuoi dire?».
In fretta, l’uomo risponde: «Ho letto che un custode… Ma devi sentire Aristarchos, Padre. Ti supplico».
Silenzio. Ancora silenzio, escludendo il cuore che batte sordo nelle orecchie.
Poi è chiaro che non c’è più nessuno.

La presentazione ufficiale per I Guardiani

Fino a dove ti puoi spingere per custodire un segreto? E fino a dove, per svelarlo?

Napoli non è una città come le altre. Napoli non è neppure una città sola. Perché sotto quella che conosciamo ce n’è una sotterranea, nascosta agli occhi del mondo, con il buio al posto della luce. Marco Di Giacomo l’aveva intuito, un tempo, quando era un brillante antropologo e aveva un talento unico nell’individuare collegamenti invisibili tra le cose. Poi qualcosa non ha funzionato e ora, ad appena quarant’anni, non è altro che un professore universitario collerico e introverso, con un solo amico, il suo impacciato ma utilissimo assistente Brazo Moscati. Considerati folli per le loro accanite ricerche sui culti antichi, i due sono costante oggetto dell’ironia di colleghi e studenti. Perciò nessuno si meraviglia quando il direttore del loro dipartimento li spedisce a fare da balie a una giornalista tedesca venuta in Italia per scrivere un pezzo sensazionalistico sui luoghi simbolo dell’esoterismo. Per liberarsi della seccatura, Marco chiede aiuto a sua nipote Lisi, ricercatrice anche più geniale dello zio ma con una preoccupante passione per le teorie complottiste. I quattro s’imbatteranno in una lunga catena di reati e strani eventi, scoprendosi parte di un disegno che potrebbe coinvolgere l’intera umanità. Soltanto Maurizio de Giovanni poteva scrivere questo romanzo, che nasce dalla conoscenza profonda di una città e della sua gente ma si spinge molto più lontano, mettendo in discussione tutte le categorie, comprese quelle letterarie, per inseguire una verità che forse avevamo davanti da sempre e non abbiamo mai voluto vedere. E questo è l’inizio. Solo l’inizio.

I guardiani

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I guardiani ultima modifica: 2019-07-08T15:38:20+00:00 da admin-Salvatore
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