Documenti, prego

Documenti, prego di Andrea Vitali

Se siete fan di Andrea Vitali e conoscete tutti i suoi libri scritti finora, quando prendete in mano Documenti, prego scordatevi tutto di lui, dei suoi personaggi, delle sue ambientazioni, del suo stile di scrittura. Qua siamo in un mondo nuovo, può piacervi o meno, e non ci sono legami con il mondo precedente.

Il protagonista è un professionista in carriera, stimato, con moglie e figlio che ogni sera lo aspettano in una villetta in periferia.
Di ritorno da uno dei tanti viaggi d’affari, con due compagni di viaggio, si ferma in n autogrill per un caffè prima dell’ultimo tratto di strada che li porterà a casa. Per incuria parcheggiano la macchina in un posto invalidi ed un funzionario (di Polizia? Carabinieri? Digos?) decide di controllare i documenti.
Sarebbe disposto a sorvolare sul parcheggio (di notte, con tutti i posti vuoti e disponibili) ma lui ha la carta di identità scaduta e viene accompagnato in ufficio (in questura?) per accertamenti.

Forse per la stanchezza non riesce subito a percepire la serietà della situazione in cui si è cacciato, ed il fatto che tutto sia un po’ surreale e che lui non faccia le domande giuste per capire, finisce per rendere ancora più grave un semplice controllo (solo un controllo, lei non è in arresto, è solo nostro ospite) fuggendo dal posto di controllo.

Ma poi si sveglia la mattina dopo a casa sua, accanto a sua moglie, e non riesce a ridere del sogno assurdo che ha fatto, anzi ne è traumatizzato, anche se cerca di superarlo.

Durante il tragitto per il lavoro viene fermato per un controllo (ancora) e questa volta si, tratto in arresto (ci sono le manette, ma gli viene detto ancora che è solo un ospite) per chiarire la sua situazione , perché è fuggito e di quale reato che non risulta alle autorità è colpevole.

Qual è il sogno e qual è la realtà? E’ reale il controllo kafkiano delle forze dell’ordine che lo invitano a riflettere e a lavarsi la coscienza con un reato che non ha commesso, solo per poter spiegare la sua fuga e chiudere così la pratica? O la realtà è l’albergo Astoria, tra pranzi e cene consumati con i clienti, e due colleghi, il miope e l’altro, che sono surreali quanto l’enigmatico funzionario con i baffetti che lo perseguita nei sogni e nei pensieri?

Un paragrafo significativo per Documenti, prego

I primi tempi, dopo che mi fu chiaro quello che mi era capitato, covai un dubbio col quale mi coccolai per un po’: sentivo, o meglio speravo che prima o poi tutto sarebbe finito. A un certo punto quel dubbio si ribellò per diventare l’esatto contrario, una certezza, quella che niente sarebbe mai finito. Una convinzione che mise muscoli giorno dopo giorno. E prese le fattezze di mio figlio. Al mattino era ancora fragile, come se avesse la pressione bassa o non avesse dormito abbastanza. Verso sera, quando un altro giorno era passato, un giorno in meno verso un altro giorno in meno, veniva sempre a raccontarmi la sua storia. La trama era semplice: da questa stanza quattro metri per quattro (non è una prigione) non sarei mai piú uscito. Lo vedevo che mi parlava, mio figlio, che mi diceva queste cose. Davanti a me, le mani dietro la schiena come quando mi aveva recitato a memoria i voti della prima pagella.

La presentazione ufficiale per Documenti, prego

L’esistenza di un uomo qualunque trasformata in un incubo indecifrabile. Una realtà, o un delirio, che il lettore vive assieme al protagonista, mentre davanti ai suoi occhi sfilano personaggi formidabili, comici e drammatici, che Vitali tratteggia con maestria unica.

Il baffetto lasciò trascorrere qualche secondo. Si passò una mano sul mento, chiuse e riaprì gli occhi.
Io ammisi che non era un comportamento corretto parcheggiare in quello spazio, ma vista l’ora, vista l’enorme disponibilità di posti, non ci avevamo fatto caso e comunque, conclusi, ce ne saremmo andati subito.
Il baffetto accennò di aver capito, sembrò accettare la mia spiegazione.
Documenti, prego, – disse invece.

Conservando, anche nei momenti piú oscuri, il suo sguardo accogliente nei confronti dell’estrema vulnerabilità della specie umana. È notte. Su un’autostrada del Nord Italia industriale corre una macchina con a bordo tre funzionari di una ditta commerciale. Tornano a casa da un viaggio di lavoro, sono stanchi, nulla di strano che decidano di fermarsi in un autogrill per bere un caffè e comprare le sigarette; una breve sosta prima dell’ultimo sforzo. Ma in quella stazione di servizio, sotto gli occhi indifferenti dei camionisti assonnati e delle ragazze del bar, il destino aspetta uno di loro. Una leggerezza e una banale dimenticanza lo faranno precipitare nelle maglie di un meccanismo giudiziario impeccabile nella forma, efficiente nei metodi, implacabile nelle conseguenze.

Documenti, prego di Andrea Vitali

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Documenti, prego ultima modifica: 2019-08-14T10:43:30+00:00 da admin-Salvatore
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