Soffocare

SOFFOCARE Palahniuk Chuck

Regalare un libro è una cosa molto difficile che incontra 2 problemi pratici che potrebbero rendere non gradito il regalo

1- se si regala un libro è solo perchè sappiamo che chi lo riceverà è un assiduo lettore. Allora probabilmente c’è il rischio di regalare un libro che già possiede o che ha già letto. Ed è inutile dare un’occhiata veloce alla sua libreria, potendo farlo, perchè ormai tutti leggono libri in digitale.

2- non esiste il libro bello per tutti. Difficile incontrare i gusti letterari di un’altra persona, anche se la si conosce benissimo. Magari se si supera il primo ostacolo (ce l’ha già) è solo perchè il nostro amico non vuole assolutamente leggere quel genere o quel preciso libro.

Perciò pochi si arrischiano a regalare libri. Perciò bisogna dire un grandissimo grazie a chi ha tanto coraggio da regalare un libro e con esso una nuova opportunità di lettura.

Io ad esempio non avrei mai letto Soffocare e non avrei mai conosciuto Chuck Palaniuk se non me lo avessero regalato per Natale.

Non perchè non mi interessi il genere o l’autore, ma solo perchè non ho mai incontrato questo libro nelle mie visite in libreria.

Perciò grazie per avermelo regalato.

Grazie perchè mi è piaciuto.

Il protagonista di Soffocare è Victor Mancini, un giovane dai molti problemi, dall’infanzia complicata, dal presente sballato.

Tra flashback, pensieri e racconti del quotidiano conosciamo i diversi aspetti di Victor.

Il suo passato, la sua infanzia, tra una famiglia di adozione e l’altra, con le fughe comandate dalla sua mamma naturale, ribelle a prescindere, contro tutto e tutti, probabilmente non perfettamente sana di mente.

Il suo presente, al lavoro in un parco a tema che rievoca il diciottesimo secolo e la vita coloniale. Victor interpreta un colono alle prese con le necessità quotidiane e con le scolaresche future poco interessate alla sua interpretazione.

Il suo privato, la casa e gli espedienti per vivere, come quello di fingere di soffocare per un boccone di traverso in tutti i ristoranti della città e dintorni, facendo in modo che l’incauto salvatore si senta egli in debito con il soffocante per avergli regalato i suoi cinque minuti di gloria e per questo riconoscente a vita nei suoi confronti.

Il suo intimo. Victor e un sessodipendente e le avventure sessuali riempiono la maggior parte delle pagine. Non ne va fiero Victor, ma non sente realmente il bisogno di guarire da questa sua ossessione, da questa via di fuga.

La sua angoscia, con la madre in fin di vita in una casa di cura costosissima (che lo costringe a soffocare per denaro) e il bivio morale tra mantenerla in vita ad ogni costo o salvarla ad ogni costo, con la decisione dettata non dalla ragione ma dai sentimenti sbagliati: il rancore, la vendetta.

Gli amici, Page, Denny, Ursula. Persone che possono avere in Victor una guida solo perchè, a modo loro, hanno esistenze peggiori.

—- un paragrafo signficativo  —–

Sono un orfano.
Vago per Colonial Dunsboro in mezzo alle galline deformi, ai cittadini tossicodipendenti, ai ragazzini in gita convinti che questo delirio abbia qualcosa a che fare con il passato vero. Il passato non si può ricreare. Puoi fare finta. Puoi illuderti, ma ciò che è finito non torna.
La gogna in mezzo alla piazza del villaggio è vuota. Ursula mi passa accanto con una mucca, odorano tutt’e due di canna. Persino la mucca ha gli occhi rossi e le pupille dilatate.
Qui è sempre lo stesso giorno, tutti i giorni, e questo in teoria dovrebbe essere rassicurante. Come in quei telefilm dove le stesse persone restano bloccate sulla stessa isola stagione televisiva dopo stagione televisiva, senza mai invecchiare e senza che nessuno arrivi mai a salvarle, e solo il trucco diventa più pesante.
Ecco come trascorrerai il resto dei tuoi giorni.
Una scolaresca mi passa accanto strillando. Dietro di loro ci sono un uomo e una donna. L’uomo ha in mano un quaderno, e mi dice: «È lei Victor Mancini?».
La donna dice: «Sì che è lui».
E l’uomo mi fa vedere il quaderno e dice: «Questo è suo?».È la mia fase quattro della terapia per sessodipendenti, il completo e impietoso inventario morale di me stesso. Il diario della mia vita sessuale. Il resoconto di tutti i miei peccati.

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La presentazione ufficiale

Trama
Victor Mancini, studente di medicina fallito, ha architettato un fantasioso sistema per pagare le spese ospedaliere della vecchia madre: ogni giorno va a cena in un ristorante diverso e, nel bel mezzo della serata, finge di soffocare per colpa di un boccone andato di traverso. Immancabilmente qualcuno si lancia a salvarlo, e altrettanto immancabilmente diventa una sorta di padre adottivo del protagonista e in occasione dell’anniversario dell’incidente gli invia dei soldi. Dopo anni di questa attività il nostro eroe si trova a ricevere quasi quotidianamente un gruzzolo da persone di cui ormai non ricorda nulla ma che gli sono grate per aver dato un senso alle loro vite.
Soffocare ultima modifica: 2014-01-13T17:42:06+00:00 da admin-Salvatore
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