Rondini d’inverno. Sipario per il commissario Ricciardi

rondini d inverno - sipario per il commissario ricciardiIl caso è veramente complicato anche per le capacità del Commissario Ricciardi.
Un noto attore, durante una rappresentazione sul palco della sua città, spara e uccide la prima attrice, sua moglie, famosa e destinata a diventare una diva.
Doveva essere una finzione scenica, ma il proiettile invece di essere a salve è stato mortale per l’amata ragazza.

Arrestato per l’evidente colpevolezza, con centinaia di spettatori come testimoni, l’attore è disperato per la morte della moglie e si difende mollemente affermando che lui ha sparato, ma non l’ha uccisa. Il proiettile doveva essere a salve, lui stesso ha inserito i proiettili a salve.

Ricciardi gli crede, qualcuno deve aver sostituito i proiettili, ma non ci sono prove, e non c’è tempo. Il vicequestore Garzo gli concede solo tre giorni di tempo, entro la notte di capodanno, per discolpare l’attore chè già tutta la città ha condannato.

Trama interessante, costruita anche sulle sfaccettature caratteriali dei vari personaggi implicati, ma per tutto il romanzo ho avuto un pensiero, un tarlo che mi ha dato fastidio.

Prendendolo come giallo, e attribuendo al Commissario Ricciardi le capacità investigative che gli vengono riconosciute, per tutto il romanzo non ha mai cercato i proiettili. Se l’indiziato compra i proiettili a salve già pronti, un bravo investigatore sarebbe andato almeno a sentire chi glieli vende, avrebbe voluto sapere quando e quanti proiettili aveva l’attore, invece Ricciardi non si cura neanche di trovare il proiettile a salve mancante, sostituito da quello reale.

Poi, al fine della storia, tutto questo si sarebbe rivelato inutile, per come adesso conosco la trama, ma almeno un accenno a questo percorso investigativo avrebbe impreziosito la trama poliziesca.

Accantonato questo tarlo, il romanzo è assolutamente da leggere per i fans della saga Ricciardi, anche per i suoi sviluppi con le ragazze Irene, Bianca e Livia e l’indagine privata del brigadiere Maione.

— un paragrafo significativo —

– Ho sentito che avete arrestato Michelangelo Gelmi, il marito della Marra, e che questi non ha opposto resistenza. Le ha sparato in un teatro pieno di gente. È cosí?
Ricciardi confermò:
– Sí, dottore. È accaduto durante la seconda rappresentazione, al momento della canzone sceneggiata. Gelmi ha esploso due colpi, uno a salve contro un altro attore e quello mortale contro la donna.
Garzo assentiva con piccoli, nervosi cenni del mento.
– Ecco. Quindi possiamo dichiarare che, con la solita puntuale solerzia, abbiamo risolto il…
Ricciardi scosse il capo.
– No, dottore. Io consiglio un po’ di cautela, in questo senso.
L’altro aprí la bocca, sorpreso. Si girò verso Maione quasi a chiedere una spiegazione o a cercare conforto, ma il brigadiere si strinse nelle spalle.
– Come sarebbe? – domandò Garzo. – Ho sentito male, o avete detto voi stesso che Gelmi ha sparato davanti a tutti durante una sceneggiata?
– L’ho detto. Ma non vi ho ancora riferito che Gelmi nega di aver caricato la pistola col proiettile mortale. Afferma insomma di aver, sí, sparato alla moglie, ma senza intenzione di ucciderla.
I baffetti tornarono a fremere, sospesi tra lo sdegno e l’irritazione.
– Oh, Dio mio, Ricciardi, ma ci vogliamo far prendere in giro dal mondo intero? Uno spara e ammazza la moglie, peraltro una famosissima attrice, davanti a una platea di spettatori e noi ci mettiamo a inseguire i fantasmi?
A meno che, pensò il commissario, i fantasmi non inseguano noi. Amore della mia vita.
– Certo che no, dottore. Infatti abbiamo provveduto all’arresto e il Gelmi, è vero, non ha opposto resistenza. Ma, con rispetto, vorrei proporre di approfondire la vicenda, se non altro per metterci al riparo da evidenze processuali che potrebbero smentirci. Proprio perché il caso è di pubblico interesse, converrà che le nostre tesi d’accusa siano inattaccabili.

— la presentazione ufficiale —
Il Natale è appena trascorso e la città si prepara al Capodanno quando, sul palcoscenico di un teatro di varietà, il grande attore Michelangelo Gelmi esplode un colpo di pistola contro la giovane moglie, Fedora Marra. Non ci sarebbe nulla di strano, la cosa si ripete tutte le sere, ogni volta che i due recitano nella canzone sceneggiata: solo che dentro il caricatore, quel 28 dicembre, tra i proiettili a salve ce n’è uno vero. Gelmi giura la propria innocenza, ma in pochi gli credono. La carriera dell’uomo, già in là con gli anni, è in declino e dipende ormai dal sodalizio con Fedora, stella al culmine del suo splendore. Lei, però, così dice chi la conosceva, si era innamorata di un altro e forse stava per lasciarlo. Da come si sono svolti i fatti, il caso sembrerebbe già risolto, eppure Ricciardi è perplesso. Mentre il fedele Maione aiuta il dottor Modo in una questione privata, il commissario, la cui vita sentimentale pare arrivata a una svolta decisiva, riuscirà con pazienza a riannodare i fili della vicenda. Un mistero che la nebbia improvvisa calata sulla città rende ancora più oscuro, e che riserverà un ultimo, drammatico colpo di coda.

rondini d inverno - sipario per il commissario ricciardi

 

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Rondini d’inverno. Sipario per il commissario Ricciardi ultima modifica: 2017-09-16T08:42:56+00:00 da admin-Salvatore
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