L’aquila e la piovra

l aquila e la piovra di Gianni PalagoniaL’Aquila e la piovra è un interessante romanzo scritto da un poliziotto antimafia ambientato in Albania .

Un romanzo scritto da un poliziotto con protagonista un poliziotto (lui stesso) ed i suoi colleghi di lavoro potrebbe far immaginare altri aggettivi per descriverlo: poliziesco, avvincente, movimentato .

Non è il caso di questo libro, anche se il tema investigativo viene affrontato.

L’Aquila e la piovra è innanzitutto una guida pratica alla popolazione dell’Albania, dove chi ha conosciuto ambienti e persone direttamente ci racconta la vita in questa nazione così vicina a noi geograficamente eppure così lontana culturalmente, anche se poi ci sono molti motivi di contatto.

I complessi rapporti sociali innanzitutto, dove l’onore, il rispetto e le buone maniere sono le prime leggi da rispettare, prima di quelle di uno Stato assente.

La situazione delle donne viene continuamente sottolineata e stigmatizzata, anche perchè una buona parte delle pagine del romanzo descrivono una storia d’amore tra il poliziotto italiano e la bella ragazza albanese, lontana da tutti gli stereotipi, ma con cui deve continuamente rapportarsi .

Il tessuto sociale albanese e certe abitudini vengono spesso paragonate alla Sicilia degli anni 60, terra di origine dell’autore, ma è facile immaginare le stesse situazioni con protagonisti i nonni di qualsiasi italiano di età media. Una società arretrata culturalmente, molto legata al territorio, all’agricoltura ed alla continua ricerca di mezzi di sostentamento.

Si parla molto anche di criminalità organizzata, di mafia locale in combutta con la mafia italiana, di politici corrotti e di affari sporchi nel settore dell’energia, dei rifiuti ed ogni altra possibilità di ripulire il denaro sporco con imprese dall’apparenza legale.

Traspare nelle parole dell’autore una critica dura verso la politica italiana, sembra quasi che parli dell’Albania per riferirsi all’Italia . Sicuramente in queste pagine è evidente tutta l’esperienza e la conoscienza diretta dell’autore su questi argomenti e non si può che indignarsi di fronte a situazioni di illegalità conclamate ed evidenti, dimenticandosi che basterebbe aprire meglio gli occhi per accorgersi finalmente che certe cose accadono anche in Italia. La malavita albanese ha imparato tutto dalla malavita italiana, dice Palagonia, e non c’è motivo di dubitarne.

L’innamoramento di Palagonia verso Viola fa da sfondo a tutto questo e si prende tutta l’attenzione nelle pagine finali del romanzo . Non è un Romeo e Giulietta, ma anche in questo caso l’amore è contrastato da forze esterne: la famiglia, le tradizioni, la carriera.

E’ la prima volta che leggo Gianni Palagonia, ma probabilmente recupererò i romanzi precedenti e questo dovrebbe essere indicativo di quanto mi sia piaciuto il libro, anche se in alcuni tratti ho trovato qualche imprecisione stilistica e qualche salto logico mancato, ma dettagli che sicuramente l’autore imparerà ad evitare continuando a scrivere altri romanzi.

— un paragrafo significativo —

Eravamo partiti da poco, e già si poteva vedere un paesaggio molto cambiato, man mano che si procedeva verso nord: palazzine non rifinite, coi ferri sporgenti sul tetto di in attesa della costruzione di altri piani abusivi, pilastri e scheletri di costruzioni abbandonate prima del termine e, da un certo punto in poi, apparvero piccole baracche sul ciglio della strada all’interno delle quali erano ben visibili quarti di bovino appese al soffitto. Praticamente macellerie a cielo aperto, in mezzo alla strada e alla polvere: la carne più che rosso era marrone avvolta da un nugolo di mosche.

Poco oltre ci fermammo nei pressi di una macelleria vera, per quanto costituita da un’unica stanza di tre metri per tre, ma almeno provvista di un banco frigorifero. Vvolevamo fotografare e riprendere con la telecamera quello del macellaio stava facendo:macellava una mucca sul marciapiede, in mezzo alla strada. La gente passava piedi e non lo degnava di uno sguardo, probabilmente per loro la cosa era assolutamente normale.

— la presentazione ufficiale —

Gianni Palagonia questo è il nome falso di un poliziotto vero, costretto a nascondersi dietro uno pseudonimo per proteggere se stesso e i propri congiunti. Componente di settori investigativi, ha maturato una notevole esperienza in importanti indagini dirette al contrasto della mafia, della criminalità organizzata, del terrorismo. È una voce ruvida di un uomo battuto ma non vinto, che ha pagato di tasca propria la sua ostinazione. I suoi libri sono stati pubblicati in Germania e Olanda.

Gianni Palagonia è una  persona semplice, umile ma determinata, un giorno, guardando la realtà che lo circonda, decide di non restare indifferente davanti alle ingiustizie, alle prepotenze e sopratutto a chi si guadagna da vivere in maniera disonesta. Lascia la comodità di una vita tranquilla e agiata per indossare la divisa e affrontare in prima linea la mafia.

Per leggere questo romanzo bisogna spogliarsi dei pregiudizi, come ha fatto il nostro protagonista, per riuscire a comprendere un popolo dalla storia travagliata e capire i meccanismi criminali che legano l’Aquila e la Piovra, ossia la mafia albanese e quella italiana.

l aquila e la piovra di Gianni Palagonia

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L’aquila e la piovra ultima modifica: 2015-06-18T20:00:59+00:00 da admin-Salvatore
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