La targa

la targaCamilleri si diverte spesso a prendere in giro il regime fascista ed i suoi rappresentanti con buon successo.

Mentre trova modo di aprire parentesi in qualsiasi racconto che si svolga nel periodo in questione, con La targa vi dedica un racconto intero nel suo solito linguaggio simil- siciliano.

Una sera al circolo fascista un fedelissimo del Duce e della sua amministrazione muore per un colpo di cuore durante un litigio con un presunto comunista.

Si trattava di un camerata della prima ora e per i testimoni è caduto mentre difendeva la causa fascista.

Perciò tutti si fanno promotori di un particolare ricordo all’uomo e l’amministrazione comunale decide di intotolargli una via.

La mozione passa all’unanimità. mentre appare più difficile scegliere la dedica da imprimere nella targa.

Mentre si cercano le parole giuste per rendere giustizia al camerata e per giustificare al contempo tanto onore, si scopre qualcosa di nuovo sul suo passato non proprio consono alla figura fascista .




Bluray sett_300x250

— una paragrafo significativo —

Alla fini faticosamenti si trovò un accordo .
Fu accussì che dù jorni appresso i vigatisi potirono leggili la nova targa: «Via Emanuele Persico – Provvisoriamente caduto per la causa fascista» .
La targa suscitò commenti non propio favorevoli tra ‘na poco di soci del circolo, soprattutto tra quelli che non facivano parti del consiglio comunali .
«Sunno ‘gnoranti e analfabetici!» scatasciò Paolino Marchica che aviva come titolo di studdio la terza limentari .
«Che significa caduto?» fici di rinforzo Jachino Tumminello. «Caduto significa morto. Ora come si fa a scrivili che uno è provisoriamenti morto?» Dimanne al quali il profissori Larussa non si dignò d’arrispunniri .
Siccome che la guerra con la Francia era finuta da un pezzo, lo storico Agatino Muscariello fici prisenti al Podestà che per l’indagini sui fatti di Marsiglia era nicissitato ad annari in quella cità per consurtarì i giornali dell’ebica. Ottinuto il primisso e il dinaro per il viaggio sinni partì .
Il Fidirali se la pigliò commoda e arrispunni doppo quinnici jorni alla littra che gli aviva spiduta il consiglio comunali .
S’addichiarava disposto ad accittari la proposta di sospensiva della pinsioni alla vidova, ma mittiva ‘na condizioni ‘nderogabili .
La scritta sutta al nomi di Manueli Persico gli sonava riddicola e assà equivoca nei riguardi dei caduti non provvisori per la causa fascista. Si doviva cancillari .

Inizia così un altalena di buone e cattive notizie che arrivano dalle ricerche storiche e dai sentito dire, che cambiano radicalmente l’opinione sul defunto e la targa viene più volta cambiata, alla ricerca della definizione che non offenda ne l’uomo ne la causa fascista.

Camilleri dimostra uno spirito umoristico aperto ed immediato e ci regala un racconto divertente dalla prima all’ultima pagina.

Se vogliamo il racconto ha anche una doppia lettura. Viene da domandarsi quanto la vita pubblica di una persona corrisponda alla sua vita privata, quanto conosciamo le persone che ci stanno intorno e la loro storia.

La targa ultima modifica: 2012-10-03T17:50:23+00:00 da admin-Salvatore
dello stesso autore o stesso argomento
Questa volta Camilleri lascia a casa Montalbano per una meritata vacanza e pubblica una serie
Prima di parlarvi di questo nuovo romanzo di Andrea Camilleri , l'altro capo del filo,
Il commissario Montalbano dalla sua verandina in riva al mare assiste ad una zuffa e
Come sempre, anche in fondo a questo romanzo Andrea Camilleri ci informa che, anche se
Il commissario Montalbano vive e lavora a Vigata, paesino ambito da due cosche mafiose, dove

Lo hai letto ? O hai bisogno di qualche informazione in più ?