La strategia di Bosch

la strategia di boschCosa fa un qualsiasi impiegato quando gli mancano pochi mesi alla pensione ? Inizia ad istruire qualche giovane collega su tutti gli aspetti del suo lavoro, in modo che quando arriverà il momento possa fare il classico passaggio di consegne ed andare a godersi il meritato riposo nella tranquillità che a lavoro non avranno più bisogno di lui (e non lo disturberanno).

Con qualche piccola sfumatura (Bosch non è contento di andare in pensione, non sa bene cosa farà dopo, il lavoro è la sua vita) è ciò che sta accadendo al nostro detective della Unità casi irrisolti .

Quale anziano esperto, prossimo alla pensione, gli viene affiancata una giovane collega, Lucy Soto, a cui deve insegnare il mestiere .

Bosch all’inizio è titubante, forse anche infastidito. Lui ha sempre preferito lavorare da solo, non ha mai avuto grande fiducia nei suoi partner e la sua maggior preoccupazione è che un’errore del collega possa rovinargli un’indagine .

Però poco a poco Bosch dovrà ammettere che Soto è il collega che gli è sempre mancato . Come lui è molto attaccata alle indagini ed è disposta a tutto per portarle a termine . Lavorare di notte e nei weekend è il minimo. Infrangere qualche piccola regola è nello stile di Bosch, ma Soto non si sottrae .

Anche perchè senza tanta abnegazione sarebbe difficile ottenere risultati dai casi che stanno seguendo .

Il primo gli è stato assegnato ufficialmente ed è sotto l’attenzione dei media. Un uomo muore a distanza di 10 anni dal giorno in cui una pallottola vagante lo ha colpito in una piazza di Los Angeles . La morte è causa diretta di quella pallottola rimasta nel suo corpo, quindi si tratta di omicidio .  Una caso freddo molto particolare e con pochi indizi da cui partire .

L’altro caso riguarda un incendio in un asilo non autorizzato. Sono morti dei bambini, Soto era tra loro e si è salvata per  caso .  Diventare poliziotto e scoprire cosa è realmente successo ai suoi compagni è lo scopo della sua vita . Bosch chiede tanto ai suoi colleghi, ma è disposto a dare altrettanto e perciò aciuterà Soto in ogni modo . Anche infrangendo qualche piccola regola .

In questo nuovo capitolo di Michael Connelly dedicato al detective Harry Bosch è bello seguire le due indagini, rimuginare sui collegamenti e sui sospetti che hanno i protagonisti .  A Bosch è stato affiancato un alter ego femminile che non stona, anzi che farebbe piacere rivedere in un prossimo romanzo . Ma chissà se Bosch avrà ancora una scrivania all’ Unità Casi Irrisolti .

— un paragrafo significativo —

«Harry, tu sei il vecchio professionista» gli aveva spiegato Crowder. «Vorrei che tenessi d’occhio la recluta.»

Bosch non gradiva particolarmente che gli ricordassero la sua età, ciò nonostante era stato felice dell’incarico. Ormai stava entrando nel suo ultimo anno al dipartimento, mentre il suo piano di pensionamento differito viaggiava verso la fine, e ogni ora in più di lavoro per lui valeva oro. Pensava che addestrare un detective inesperto e trasmettergli ciò che aveva imparato fosse un bel modo di concludere. Quando Crowder gli aveva comunicato che la sua nuova partner sarebbe stata Lucia Soto, Bosch ne era stato contento. Come tutti al dipartimento, era a conoscenza del suo exploit in quella sparatoria. Sapeva cosa significava uccidere per compiere il proprio dovere e sapeva anche cosa significava perdere un partner. Comprendeva la mescolanza di dolore e senso di colpa della donna, e credeva che loro due avrebbero lavorato bene insieme.

— la presentazione ufficiale —

Nell’Unità Casi Irrisolti della polizia di Los Angeles non succede spesso di doversi occupare di una vittima morta con dieci anni di ritardo rispetto alle intenzioni dell’omicida, L’uomo era riuscito a resistere tutto quel tempo con un proiettile nella schiena, senza che si potesse individuare chi era stato a tentare di ucciderlo. E ora a Bosch tocca risolvere un caso in cui Il cadavere è ancora caldo, ma gli indizi e le eventuali prove si sono dissolti da tempo. Un compito difficile anche per un veterano come lui, ma ancor più per la sua giovane partner, Lucia Soto, che non ha alcuna esperienza di omicidi. Il morto è un mariachi, uno di quel musicisti messicani che suonano per tradizione alle feste, e quando era stato ferito non c’era niente nella sua vita che potesse spiegare il tentativo di ucciderlo, tanto che all’inizio si era pensato a un proiettile vagante. Ma ora Bosch sa che forse è proprio da lì, da quel proiettile, che deve iniziare la sua indagine, un’indagine che spalancherà abissi di avidità e corruzione, fino a coinvolgere un altro caso irrisolto. avvenuto vent’anni prima: un incendio che aveva causato la morte di molti bambini in un asilo non autorizzato. Toccherà a Bosch e a Lucia Soto trovare i collegamenti tra u due casi e sciogliere i nodi che impediscono di raggiungere la verità. Lo faranno, spesso a modo loro, o più precisamente alla maniera di Bosch aggirando i divieti, sfidando la burocrazia e rischiando molto sul piano personale.
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La strategia di Bosch ultima modifica: 2016-06-03T17:35:31+00:00 da admin-Salvatore
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