La coscienza di Zeno

la coscienza di ZenoPremesso che nei miei trascorsi scolastici non ho mai incrociato Italo Svevo e quindi non ho mai avuto occasione di leggere, ne volontariamente ne obbligato da interrogazioni, neanche qualche pagina di questo classico, più che la curiosità verso questo testo ha potuto il fatto che è uno dei titoli sempre disponibili gratuitamente sul sito di Amazon da poter scaricare sul Kindle.

Quindi casualmente tra i titoli disponibili sul mio lettore, alla fine la voglia di cambiare genere rispetto a quanto letto in questo periodo me lo ha fatto scegliere tra gli altri.

La coscienza di Zeno meritava certamente di essere letto prima, ma non è mai troppo tardi.

Devo ammettere che il primo capitolo, sul vizio del fumo di Zeno Cosini, è un po’ pesante e poco scorrevole e mi ha fatto presagire una lettura difficile.

Ma superato questo primo scoglio, poi di fatto slegato dal resto del racconto, ho scoperto un testo ironico, brillante e che scorre molto bene, quasi avvincente.

Zeno Cosini è un ragazzo di buona famiglia, benestante, un po’ imbranato, sognatore e con un’ alta considerazione di se stesso, timoroso del giudizio degli altri, che non avendo niente che gli occupi realmente la vita quotidiana decide, volontariamente, di essere un malato immaginario.

Può così incolpare le sue presunte malattie della sua pigrizia ed inconcludenza, ha sempre una scusa pronta per qualsiasi eventualità e qualcosa a cui pensare quando non vuol pensare ad altro.

L’amore, o meglio la ricerca sconclusionata di una persona da amare e da cui essere amato, più per un bisogno di stabilità che di sentimenti, lo porta momentaneamente a dimenticare quanto si crede malato.

Ma la sua impreparazione ai fatti della vita e la ricerca di una soluzione che lo salvi dall’imbarazzo lo porta a sposare la donna che mai si sarebbe sognato di sposare e che poi riconoscerà come l’unica che potesse farlo felice.

Zeno è molto confuso dai suoi sentimenti, non sa mai per chi prova amicizia e per chi antipatia. Con la stessa confusione si getta negli affari, che porta avanti con più rispetto per le apparenze che non per una corretta condotta commerciale.

Si potrebbe pensare, come pensavo io, che leggere La coscienza di Zeno significhi trovare un linguaggio arcaico, prosaico ed una trama ingenua a confronto con i temi moderni. Non è così. Molti scrittori moderni avrebbero da imparare a studiare la struttura di questo romanzo e il diaro dell’ultimo capitolo, anch’ esso slegato dal resto della storia, che racconta gli avvenimenti di Zeno allo scoppio della prima guerra mondiale, è profondo e capace di indurre alla riflessione.

— un paragrafo significativo —-

Nel salotto, oltre alle tre fanciulle, v’erano la signora Malfenti ed un’altra signora la cui visa m’ispirò imbarazzo e malessere perchè credetti fosse la zia Rosina. Per ragioni differenti le due signore ebbero da me un saluto compassato.

Il bello si è ch’ero rimasto al tavolino, solo accanto ad Augusta. Era una nuova compromissione, ma non sapevo rassegnarmi d’accompagnarmi a tutti gli altri che attorniavano Guido, il quale con qualche veemenza spiegava come avesse che il tavolo veniva mosso non da uno spirito ma da un malizioso in carne ed ossa. Non Ada, lui stesso aveva tentato di frenare il tavolino fattosi troppo chiaccherino. Diceva:

– io trattenni il tavolino con tutte le mie forze per impedire che si movesse la seconda volta. Qualcuno dovette addirittura gettarsi su di esso per vincere la mia resistenza.

Bello quel suo spiritismo: uno sforzo potente non poteva provenire da uno spirito !

Guardai la povera Augusta per vedere quale aspetto avesse dopo di aver avuta la mia dichiarazione d’amore per sua sorella.

La coscienza di Zeno

Feltrinelli

Introduzione di F.Marcoaldi. La storia di Zeno Cosini inetto a vivere: una specie di marionetta tirata da fili che quanto più egli indaga gli sfuggono. Una coscienza inutile a mutare un destino che sembra ineluttabile.

5,95 EURO

 

La coscienza di Zeno ultima modifica: 2012-07-04T21:06:11+00:00 da admin-Salvatore
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