Joyland

joyland di Stephen King

Dopo 22/11/’63 e Doctor Sleep con Joyland mi sono definitivamente riconciliato con Stephen King .

Dopo aver divorato le sue letture da ragazzo, l’inventiva di questo grande scrittore aveva preso strade a me non congeniali, una su tutte l’epopea della Torre Nera, e non ho più letto i suoi romanzi per lungo tempo.

Ma i tre romanzi citati sono state sicuramente tra le mie migliori letture di quest’ultimo anno.

Joyland è il nome del parco divertimenti in cui Dev va a lavorare per una stagione estiva, per pagarsi gli studi all’università.

Tanti studenti pur di racimolare i soldi necessari agli studi si adattano a qualsiasi lavoro estivo, malpagato, estenuante, umiliante e lavorare a Joyland rientra precisamente in questi parametri, ma presto Dev scopre che si sente a suo agio in questo ambiente e che non gli pesano più di tanto i tanti lavori che gli vengono ordinati, tantomento quello di camuffarsi e trasformarsi nella mascotte del parco, indossando la pelliccia tanto temuta dagli altri pivellini.

Entrare a Joyland da turista è una cosa molto diversa che entrarvi come lavorante e presto scopre non solo le vie segrete e riservate, ma anche la parlata che individua ogni attrezzo ed ogni persona per le sue funzionalità o per il suo aspetto.

Ma Joyland ha anche altri segreti: nel parco tanti anni prima è stato commesso un omicidio ed il fantasma della vittima ancora si manifesta nel tunnel dell’orrore.

La ragazza uccisa ed il suo fantasma iniziano ad ossessionare Dev che non solo vorrebbe vederla, ma vorrebbe individuare il suo assassino per vendicarla.

Un’altra ossessione diventa Mike, un ragazzino molto malato a cui Dev si affeziona in modo empatico, e sua madre Anne a cui si affezione in maniera molto meno platonica.

La storia in sè non è neanche troppo fantasiosa, ma raccontata benissimo e si focalizza più sulla maturazione del 21enne protagonista, in verità piuttosto immaturo fino a quando non approda a Joyland, che non sulla scoperta del nome dell’assassino.

— un paragrafo significativo —

La donna si drizzò di colpo. Arrivava a malapena al metro e sessanta. «Kvesta non è una parte, amico mio. Gli ebrei sono la razza più sensitiva dell’intero pianeta.» Mise da parte l’accento. «E comunque, Joyland è sempre meglio di un bugigattolo da chiromante sulla Seconda Avenue. Triste o no, tu mi piaci. Emani delle buone vibrazioni.»
«L’adoro, quella canzone dei Beach Boys.»
«Però una grande afflizione sta per colpirti.» Poi, dopo una classica pausa a effetto: «E forse ti troverai in pericolo».
«Nel mio futuro vedi una bella ragazza con i capelli castani?» Il ritratto di Wendy, insomma.
«No», replicò Rozzie, e la frase successiva mi ghiacciò il sangue nelle vene. «Lei appartiene al passato.»
E va beeene.
L’aggirai, puntando verso il carrettino degli hot dog, attento a non sfiorarla. Era chiaramente una ciarlatana, ma toccarla in quel momento mi pareva una pessima idea.
Niente da fare. Mi seguì. «Nel tuo avvenire scorgo una bambina e un ragazzino. Lui ha un cane.»
«Simpatico, scommetto. Magari si chiama pure Howie.»
Lei ignorò quell’ultimo tocco umoristico. «La bambina porta un cappello rosso e ha una bambola. Uno dei due possiede un potere speciale. Non so chi. Non mi è dato di vederlo.»
Quasi non ascoltai l’ultima parte della tiritera. Stavo ancora pensando alle parole precedenti, pronunciate con un normalissimo accento di Brooklyn: Lei appartiene al passato.
In seguito scoprii che Madame Fortuna sbagliava spesso, ma probabilmente aveva davvero delle doti nascoste; e il giorno in cui mi presentai per il colloquio doveva essere in gran forma.

— la presentazione ufficiale —

Joyland

Sperling & Kupfer

Estate 1973 Heaven’s Bay Carolina del Nord. Devin Jones squattrinato studente universitario decide durante le vacanze di accettare un lavoro in un luna park. Appena arrivato nel parco divertimenti popolato da strani personaggi Dev scopre che il luogo nasconde un macabro segreto: nella Casa degli Orrori si aggira infatti il fantasma di una donna uccisa quattro anni prima in modo decisamente macabro. Per guadagnarsi il magro stipendio il ragazzo non dovrà soltanto intrattenere i bambini con il suo costume da mascotte ma anche combattere il male che minaccia Heaven’s Bay. E difendere la ragazza della quale nel frattempo si è innamorato.

Joyland ultima modifica: 2014-09-13T09:28:46+00:00 da admin-Salvatore
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