Il seggio vacante (The Casual Vacancy)

the casual vacancyFinora non avevo mai letto nulla della signora Rowling .

Potrebbe sembrare strano visto che la Rowling è la scrittrice più famosa, più ricca e che ha più fans di tutti i tempi, per non parlare dei suoi record di vendita . Sembra che uno dei suoi romanzi sia il libro più venduto della storia.

Però finora la Rowling aveva scritto solo la saga di Harry Potter . Senz’altro bellissima, ma non il genere che mi interessa e anche dei relativi films ne ho visti solo un paio.

Perciò quando la scrittrice ha chiuso con Harry ed ha scritto qualcosa di diverso, ho dovuto leggerlo subito, per vedere se tanto successo sia stato veramente meritato.

Dopo aver letto Il seggio Vacante posso dire senza dubbio che la signora Rowling è una signora scrittrice, che conosce il suo mestiere, che ha arte e fantasia, che non vedo l’ora di leggere il prossimo libro, magari ancora ambientato a Pagford.

Il romanzo è corposo, magari non lungo come qualcuno della serie del maghetto, ma abbastanza lungo .

E il 95% del romanzo è solo di preparazione al culmine delle ultime pagine.

Quasi tutto il romanzo è dedicato a delineare luoghi e personaggi, per spiegare bene come si arrivi al fatto principale, qual’è il ruolo di ognuno e perchè quando arriva il momento topico ognuno si trovi  in quel preciso punto .

Pagine di preparazione che non sono affatto noiose, che raccontano i due mondi di Pagford: quello degli adolescenti e quello degli adulti .

Per ogni generazione esistono personaggi principali, gregari, deboli, ambiziosi, arrivisti, superficiali, ansiosi . Si assomigliano un po’ la nuova e la vecchia generazione di pagfordiani, d’altra parte sono genitori e figli .

Il personaggio più importante del libro però ha poche battute. Barry Fairbrother, membro carismatico del consiglio cittadino, muore inaspettatamente, lasciando il suo seggio vacante. Si scatena quindi l’aspirazione a prendere il suo posto  in consiglio che potrebbe valere la rottura dell’equilibrio che fino ad allora ha impedito di prendere decisioni controverse.

I giovani dal canto loro non capiscono i loro genitori, non amano particolarmente la loro cittadina, ma sono scatenati in guerre di umiliazione solo per non essere a loro volta umiliati.

Il culmine della storia (non è un giallo, ma non si può comunque dire il finale per non rovinare la lettura) però riporterà tutti a rivedere le priorità ed a riconsiderare cosa è importante nella vita.

— un paragrafo significativo —

Ciccio posò la testa contro la parete di roccia del cubicolo e mandò degli anelli di fumo verso il soffitto. Stava pensando a quello che voleva dire a Andrew. Per tutta la messa aveva ripassato mentalmente l’inizio del discorso, tra i singulti di suo padre che piangeva nel fazzoletto. Era tanto emozionato alla prospettiva di dirgli quella cosa, che faticava a trattenersi; ma si era ripromesso di non essere precipitoso. Raccontargli quella cosa aveva per lui la stessa importanza che farla. Non voleva far pensare a Andrew che fosse corso lì tanto in fretta per dirgliela.

«Lo sai, vero, che Fairbrother era nel Consiglio locale?» disse Andrew.

«Sì» rispose Ciccio, contento che Andrew avesse provveduto a un argomento tappabuchi.

«Simoncino dice che si candiderà per il suo posto.»

«Simoncino si candida?»

Ciccio, con la fronte aggrottata, guardò Andrew.

«Ma che cazzo gli è venuto in testa?»

«Ha sentito dire che Fairbrother prendeva mazzette da un imprenditore.»

Andrew aveva sentito Simon parlarne con Ruth quella mattina. E questo spiegava tutto. «Vuole la sua fetta di torta.»

«Non era Barry Fairbrother, quello» disse Ciccio, ridendo, e scrollò la cenere per terra. «E non era il Consiglio locale. No, era… come si chiama… Frierly, a Yarvil. Era nel consiglio scolastico della Winterdown. A Cubicolo per poco gli veniva un colpo, cazzo. Con il giornale locale che lo chiamava per chiedergli commenti e robe così. Frierly l’hanno preso. Simoncino non la legge, la Yarvil and District Gazette?»

Andrew lo guardò.

«Tipico, cazzo.»

Spense la sigaretta per terra, imbarazzato di avere un padre così idiota. Simon non aveva capito niente, tanto per cambiare. Se ne stava nella sua casa di merda in cima alla collina, tutto orgoglioso del suo isolamento, a disprezzare la collettività locale e deridere le preoccupazioni dei concittadini; poi un giorno riceveva un’informazione falsa, la prendeva per vera e la usava per decidere di esporre tutta la famiglia all’umiliazione.


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Il seggio vacante (The Casual Vacancy) ultima modifica: 2013-04-13T21:31:58+00:00 da admin-Salvatore
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