Il resto della settimana

il resto della settimana - Maurizio De GiovanniIl resto della settimana è il tempo che intercorre tra una partita di campionato e l’altra .
Questo romanzo parla di calcio inteso come passione, ma non appassiona .

Mi piace il calcio, anche se il tempo che gli dedico è un paio d’ore la domenica e me ne dimentico quasi per il resto della settimana, sono tifoso e posso capire un libro sulla passione calcistica e quanto sia difficile spiegarla questa passione .

Però il libro non mi ha preso, non ha richiamato in me l’adrenalina della partita, il ricordo di emozioni sportive .

Sarà che la mia squadra ha colori diversi dall’azzurro ed il libro racconta della passione azzurra. Si potrebbe pensare che parlando di una squadra si parli di tutte, che la passione per il calcio sia ugualmente vissuta ovunque . Non è di questo avviso Maurizio De Giovanni che ci vuole convincere che il tifo a Napoli sia speciale.

E speciali sono i calciatori che hanno calcato il prato del San Paolo . Per alcuni è anche vero .

Però pur avendo grandissima ammirazione per il Maradona calciatore, non mi smuove nulla leggere pagine su di lui, senza che venga mai nominato, e sui suoi compagni di scudetto più conosciuti .

Il resto della settimana è un romanzo per tifosi napoletani . E basta. Ne stia lontano chi tifa per un altra squadra e chi per il calcio non ha passione .

Perchè il grande difetto del libro è che non riesce a spiegarla doverosamente questa passione, non trascina, non emoziona .

Cosa è il tifo azzurro lo raccontano gli assidui clienti di un bar in un vicolo non meglio precisato, che ognuno a modo suo lo vive in modo particolare ed ha un aneddoto da raccontare ad un professore umanistico che vuole raccontare nel suo nuovo libro l’insana passione per il calcio.

Il tifo azzurro è stato motivo di divisioni, riappacificazioni, amori e contrasti . Il tifo azzurro muove l’intera città e la vita è scandita dai ritmi delle partite di campionato e coppe europee .

Ma sinceramente il calcio giocato è bello, il calcio raccontato è un po’ noioso. A meno che non tifi Napoli .

— un paragrafo significativo —

E mi ricordo che passammo in vantaggio, naturalmente. Verso la fine del tempo, nella porta dall’altra parte, sotto la curva A, beati loro. Ce ne accorgemmo subito, quando Lui vide Carnevale che partiva in diagonale e gli diede palla: non fu un passaggio, fu un’investitura. L’uomo benedetto si avviò in verticale, vide Giordano e gliela diede; che fece Giordano? Ovviamente gliela ridiede di tacco.

Devi pensare a noi come al pubblico di un’opera lirica, che conosce a memoria parola per parola, e che segue l’esecuzione canticchiando a fior di labbra la romanza. L’artiglio di Luigi affondava nella carne del mio braccio, man mano che la palla si avvicinava alla porta avversaria, ma io non lo sentivo: stavo seguendo quello che succedeva conoscendone a menadito l’esito, giro del pallone dopo giro.

E giro dopo giro, un lieve tocco di esterno di Carnevale e la Storia si compì.

Nando

Mamma mia, dotto’, sembrò un terremoto. Prima si sentì la terra che sussultava, poi i vetri che tintinnavano e poi arrivò il rumore. Un rumore che faceva tremare il petto, che faceva venire il fischio nelle orecchie. Un rumore di pazzi. E pazzi diventammo pure noi, e ci rotolammo per terra.

Luca

Mamma mia, che peccato che non c’eri. Quel momento, quel momento bastava per sempre. Chissà se da lassù te l’hanno fatto vedere. Ma se esiste il Paradiso è sicuro, che te l’hanno fatto vedere.

Mario

Luci’, era questo che volevi dire. Mo’ lo capisco. Trema tutto, mi sono messo vicino vicino a Luca per non fargli fare male. Ma nessuno si fa male, oggi. Oggi è gioia. Solo gioia. Mo’ lo capisco.

Non ci calmammo, e che ti vuoi calmare? Da quel momento in poi fu un delirio.

— la presentazione ufficiale —

Il bar di Peppe è un minuscolo porto di mare nel ventre di Napoli. Uno di quei bar accoglienti e familiari, sempre uguali a se stessi, dove sfogliatelle e caffè sono una scusa per chiacchierare, sfogarsi, litigare e fare pace. Inferno o paradiso, dipende dal momento. Ma più di ogni altra cosa è il luogo ideale dove prepararsi all’Evento, quello che la domenica pomeriggio mette tutti d’accordo intorno a un’unica incontrollata passione. Alla cassa del bar c’è Deborah – rigorosamente con l’acca, ostentata come un titolo nobiliare che parla al cellulare sempre incastrato tra spalla e testa, mentre Ciccillo, il tuttofare di origine asiatica, è ovunque perché non si ferma mai. A uno dei tavolini siede invece il Professore, attento osservatore dei sentimenti umani, che a un passo dalla pensione ha deciso di scrivere un libro facile facile, che sappia parlare a tutti. Già, ma quale argomento può raggiungere il cuore e l’anima della gente? La risposta è sotto i suoi occhi, nella trepida attesa dell’Evento. Il resto della settimana è un vero romanzo sudamericano: è gioia e nostalgia, è la poesia di un sogno, è la celebrazione di un gioco. È un diario dell’emozione che uomini e donne vivono giorno dopo giorno, e che calamita ricordi, ossessioni e amori. È come il caffè napoletano, una sintesi perfetta di gusto ed energia: ti colpisce forte e ti dà il coraggio per affrontare le avversità della vita, fuori dal bar.

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Il resto della settimana ultima modifica: 2016-10-11T19:13:15+00:00 da admin-Salvatore
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