Il processo (Kafka)

il processo di KafkaSe anche il momento è delicato per l’editoria, non sembrerebbe dal numero di libri nuovi che ogni mese trovo sui cataloghi letterari da ritirare fuori le librerie.

Se poi come me non hai esattamente un autore preferito, ma leggi un po’ di tutto allora non riesci a stare dietro ai nuovi libri che vorresti leggere.

In questo contesto se si vuole recuperare anche qualche vecchio classico della letteratura che non si è mai letto, ci si deve tagliare un po’ di tempo a forza .

Così dopo tanto mi sono deciso a leggere Kafka. Volevo leggere la metamorfosi e il processo ed ho iniziato da quest’ultimo senza motivo. Comunque la lettura è stata talmente noiosa che mi ci vorrà molto altro tempo prima di avere il coraggio di prendere in mano la metamorfosi.

Senza sapere di quale delitto è accusato, Josef K., un impiegato di banca con una buona posizione, viene arrestato il giorno del suo trentesimo compleanno.

Un arresto virtuale che non impedisce a K. di lasciare casa, di andare a lavorare o dovunque voglia.

L’accusa non viene rivelata ed il tribunale che deve decidere delle sorti di K. non è un tribunale ordinario.

Tutto quanto è immerso in un circolo che insegue se stesso e a cui K si presterà non volendo. Durante l’anno che segue, Joseph K. cercherà di dimostrare la sua non colpevolezza, riguardo a cosa non si sa .

Il suo atteggiamento risulta però inconsueto e goffo al sistema e ogni volta rende la sua posizione più colpevole agli occhi del tribunale.

Infine Josef K. viene condannato a morte, con sentenza eseguita di notte in una cava .

Il processo è una denuncia della crudeltà e l’irrazionalità della giustizia e del sistema giudiziario che opprime l’indiziato più con il sistema che perle sue colpe. K. è vittima del potere e della giustizia, è il fatto di non capire la corte che lo deve giudicare alla fine è la colpa per la quale viene condannato.

— un paragrafo significativo —
La sola cosa giusta era rassegnarsi alla situazione esistente. Se anche fosse stato possibile migliorare alcuni dettagli – ma era pretesa assurda – tutt’al più si sarebbe ottenuto qualcosa per i casi futuri, ma si sarebbe arrecato un danno enorme a se stessi risvegliando la particolare attenzione dei funzionari, sempre vendicativi. Mai risvegliare l’attenzione! Mantenersi tranquilli, per quanto possa non andare a genio. Cercare di rendersi conto che questo grosso organismo giuridico resta per così dire in stato di perenne precarietà, e che se uno di propria iniziativa modifica qualcosa sul proprio posto, si scava il terreno sotto i piedi e può finire con il cadere, mentre il grosso organismo si procura facilmente un sostituto altrove – poiché tutto è collegato – per il piccolo disturbo e rimane immutato, quando non ne esca, cosa persino probabile, ancora più chiuso, più vigile, più severo, più malvagio.

Il processo (Kafka) ultima modifica: 2013-03-08T22:17:24+00:00 da admin-Salvatore
dello stesso autore o stesso argomento
Devo premettere che io sono un fan di Selvaggia Lucarelli, mi piace molto la sua
La maestra Prendiluna sogna il suo gatto Ariel, che le affida una missione: salvare il
Questa volta Grisham ci propone non uno, ma tre romanzi, o meglio Il caso Fitzgerald
Benjamin Malaussène, capro espiatorio per definizione e professione, in realtà è un amante della tranquillità.
Il commissario Montalbano è molto infastidito da quello che sta succedendo a Vigata. Una troupe

Lo hai letto ? O hai bisogno di qualche informazione in più ?