Il metodo antistronzi (del professor Robert Sutton)

il metodo antistronzi - Robert SuttonGira nelle librerie dal 2007 e mi ha sempre incuriosito, certamente il titolo non può passare inosservato .

Sapevo vagamente che l’argomento gira intorno ai bulli e prepotenti sul posto di lavoro, non sapevo che a scriverlo fosse stato uno stimato professore e ricercatore dell’Università di Stanford, specialista in ingegneria gestionale, cioè lo studio dell’organizzazione e dei processi produttivi delle imprese.

Il titolo completo è Il metodo antistronzi – Come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo è

Cio che il titolo non spiega e che potrei aver immaginato conoscendo meglio l’autore e la sua professione è che il metodo antistronzi è dedicato ai capi d’azienda e non agli impiegati e/o  operai e su questo equivoco si perde gran parte della godibilità del testo, perchè se si appartiene alla seconda fascia, il tutto resta molto teorico.

Certamente gran parte delle vendite sono dovute all’uso della parola ‘stronzo’ nel titolo del libro, che il dottor Sutton usa liberamente in tutto il libro sostenendo che non esiste altra parola altrettanto efficace (in inglese Asshole).

Potremmo dire che sono bulli, irrispettosi o che stanno abusando della loro autorità. Se abbiamo abbastanza potere posizionale potremmo anche confrontarci con loro sul loro comportamento, ma non abbiamo mai usato questa parola ad alta voce nell’ambiente di lavoro.

Ma gli stronzi ci sono sul posto di lavoro e sono coloro che rovinano la vita (non solo le ore di lavoro) per ciò che Sutton chiama “Quella sporca dozzina”:

La sporca dozzina

1. Insulti personali

2. Invasione del “territorio” del prossimo

3. Contatto fisico non richiesto

4. Minacce e intimidazioni, sia verbali che non

5. “Battute sarcastiche” e “prese in giro” usate come scorciatoie per l’insulto

6. E-mail violente e distruttive

7. Attacchi allo status con l’intento di umiliare la vittima

8. Mortificazione pubblica o riti di “degradazione sociale”

9. Interruzioni sgarbate

10. Attacchi ipocriti

11. Occhiatacce

12. Trattare qualcuno come se fosse invisibile

Il libro è un lungo elenco di studi sul comportamento sociale in ambienti di lavoro, con particolare evidenza di quelli intimidatori : tra il 27 per cento ed il 91 per cento dei lavoratori nei luoghi di lavoro studiati hanno sperimentato maltrattamenti e comportamenti negativi del tipo descritto nella lista.

Secondo Sutton, dobbiamo individuare gli stronzi in mezzo a noi e, soprattutto, sbarazzarsi di loro e dell’enorme quantità di danni che fanno.

Se il capo (a cui è rivolto il libro) pensa che si, è stronzo, ma è anche un brillantee produttivo, Sutton gli svela che in realtà gli sta facendo perdere denaro e potenzialità degli altri dipendenti. Secondo uno studio citato nel libro, tra un gruppo di quarantuno dipendenti che stavano vivendo una media di tre esperienze positive per ogni interazione negativa sul lavoro, le interazioni negative hanno avuto un impatto cinque volte più forte sullo stato d’animo dei dipendenti rispetto alle positive. Per citare Sutton “Ci vogliono numerosi incontri con persone positive per compensare l’energia e la felicità fiaccata da un singolo episodio con uno stronzo.”

Che cosa si può fare? Sutton elenca dieci passi per stabilire e applicare la “regola antistronzo” nel vostro posto di lavoro.

I dieci passi

Come applicare il metodo antistronzi

1. Enunciate il metodo, mettetelo per iscritto e applicatelo. Ma se non siete in grado o non volete seguirlo, è meglio non dire niente: evitare una falsa promessa è il minore dei due mali. Non fatevi la fama dell’ipocrita o del capo di un’organizzazione piena di stronzi.

2. Gli stronzi assumeranno altri stronzi. Tenete gli stronzi che avete in casa al di fuori del processo di selezione del personale, oppure, se non potete, coinvolgete quante più persone “civilizzate” durante i colloqui e le selezioni, così da limitare la tendenza degli stronzi ad assumere “quelli come loro”.

3. Liberatevi degli stronzi appena potete. Le aziende spesso aspettano troppo tempo prima di liberarsi degli stronzi patentati e incorreggibili. E una volta che lo fanno, la reazione più comune è: “Perché ci abbiamo messo tanto?”.

4. Trattate gli stronzi da incompetenti. Se qualcuno è bravissimo nel suo lavoro ma continua a mortificare il prossimo, va trattato da incompetente.

5. Il potere genera stronzaggine. Attenzione: concedere a qualcuno, anche alle persone all’apparenza più miti e sensibili, un minimo di potere può trasformarlo in uno stronzo integrale.

6. Adottate il paradosso potere-performance. Accettate il fatto che la vostra organizzazione ha, come è giusto che sia, un ordine gerarchico, ma fate tutto quello che è in vostro potere per ridimensionare e ridurre le altre differenze di rango tra i membri. Avrete meno stronzi tra i piedi e, secondo i migliori studi, anche una performance migliore.

7. Gestite i momenti, non solo i processi, le politiche e i sistemi. Gestire al meglio gli stronzi vuol dire concentrarsi sulle piccole cose quotidiane e lavorare per cambiarle. I miglioramenti sono garantiti. Riflettete su ciò che fate, osservate come gli altri rispondono al vostro comportamento e a quello dei colleghi e fate degli “aggiustamenti” durante l’interazione con le persone che vi trovate davanti.

8. Mettete in pratica e insegnate il confronto costruttivo.

Costruite una cultura aziendale in cui tutti sappiano quando discutere e quando smettere di litigare. Insegnate a raccogliere dati, ad ascoltare gli altri, a non piagnucolare e a portare avanti le decisioni prese (anche quando si è in disaccordo). Quando arriva il momento di combattere per un’idea, seguite il consiglio di Karl Weick: “Se hai ragione combatti, se hai torto ascolta”.

9. Adottate il metodo dello stronzo di rappresentanza.

Poiché le persone tendono a seguire le regole più scrupolosamente in presenza di una o due “mele marce” che danno il cattivo esempio, il metodo antistronzi ha più possibilità di successo nelle organizzazioni che contano al loro interno uno o due “stronzi di rappresentanza”. Avere sotto gli occhi dei “modelli negativi” spinge tutti gli altri a comportarsi bene.

10. In sintesi: unite piccoli gesti quotidiani a politiche di ampio respiro. Una buona politica di “gestione degli stronzi” è possibile solo in presenza di un circolo virtuoso che concilii le “grandi” politiche aziendali con i piccoli gesti quotidiani delle persone che parlano e lavorano insieme.

Cosa si può imparare dalle informazioni fornite nel libro ?

Difficile che i tanti consigli di Sutton possano essere riproposti nella vita reale, specialmente in Italia, dove l’omertà è vista come un pregio ed additare qualcuno che si comporta male è un’azione ‘da stronzi’.

Però si può prendere coscienza del problema, iniziare ad interrogarsi sul comportamento dei propri dipendenti, verificare se danneggiano l’azienda e inducono gli altri dipendenti ad odiare il loro lavoro e quindi non svolgerlo al meglio.

Il metodo antistronzi (del professor Robert Sutton) ultima modifica: 2015-05-06T20:43:41+00:00 da admin-Salvatore
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