Fine Turno

fine turno-stephen kingBrady Hartsfield ritorna da un luogo molto vicino dall’aldilà, o così crede e si augura chi conosce la sua storia, e riprende la sua battaglia personale con il detective in pensione Bill Hodges .

Brady ha avuto pazienza . Durante il suo ricovero forzato nella stanza 217 del Centro di traumatologia cranica ha atteso di recuperare le forze, di conoscere perfettamente il potere della sua mente, si è esercitato con le vittime che aveva a portata di mano, soggiogandole al suo volere .

Ed intanto ha studiato un piano e lo ha preparato nei minimi dettagli . Con pazienza, il tempo non gli mancava.

Mentre fuori tutti lo credevano un vegetale, anche se Bill è stato l’ultimo ad arrendersi all’evidenza (errata), dentro la sua stanza 217 Brady ordiva una trama complicata, resa possibile solo grazie ai suoi nuovi poteri di suggestione e controllo .

Brady può uscire dalla 217 in due modi. Solo mentalmente, attraverso una schermata ipnotica di una console di giochi, con cui riesce a mettersi in contatto con altri che visualizzano la stessa schermata.

Fisicamente, prendendo possesso del corpo e della mente di persone deboli o gradualmente soggiogate ai suoi voleri .

Lo scopo di Brady è uccidere e istigare al suicidio, ma non gli basta . Lui vuole che Bill soffra e si senta colpevole per vita a cui lui riuscirà a porre fine.

Bill e Holly sono gli unici a vedere gli indizi lasciati dal criminale con poteri paranormali, perchè solo loro sono disposti a credere che Mr Mercedes non se ne sia ancora andato definitivamente. Saranno quindi soli nella caccia all’uomo, senza neanche loro sapere bene che aspetto ha il loro nemico .

La vena narrativa legata alla trilogia di Mr Mercedes si è affievolita (Mr Mercedes, Chi perde paga, Fine turno), questa volta Stephen King raggiunge appena la sufficienza. Se Bill è il protagonista, il lettore aspetta solo di vedere cosa fa l’antagonista, perchè solo dalle sue azioni la trama può trarre un minimo di interesse.

— un paragrafo significativo —
Guarda i pesciolini. Tu guarderai i tuoi, io guarderò i miei e ci sentiremo meglio entrambi.»
«No», risponde Babineau, anche se ne avrebbe voglia, ne ha sempre voglia, ma ne è spaventato. Brady ha intenzione di fluire in lui come un torrente di acqua misteriosa; ogni volta che accade, il medico perde uno spicchio della propria essenza interiore.
«Invece sì. Stasera diventerai il Dottor Zeta.»
«Mi rifiuto!»
«Non sei nella posizione di farlo. I nodi stanno venendo al pettine. Presto piomberà qui la polizia. O Hodges, ancora peggio. Non ti leggerà i tuoi diritti, ma ti colpirà con quel suo manganello improvvisato. Perché è uno sporco figlio di troia. E perché avevi ragione tu. Lui sa.»
«Non voglio… non posso…» Babineau abbassa lo sguardo sulla moglie. Dio santo, gli occhi. Gli occhi che le sporgono dalle orbite. «La polizia non crederebbe mai… Sono uno stimato professionista! Cora e io siamo stati sposati per trentacinque anni!»
«Hodges non mollerà l’osso. Quando comincia a prenderci gusto, si trasforma nello sceriffo Wyatt Earp. Mostrerà la tua foto alla Robinson. La ragazza se la studierà per benino ed esclamerà accipicchia, sì, ecco il tizio che mi ha regalato lo Zappit al centro commerciale! E se ne hai dato uno a lei, è probabile che tu abbia fatto lo stesso con Janice Ellerton. Oops. Senza contare la Scapelli.»

— la presentazione ufficiale —
In un gelido lunedì di gennaio, Bill Hodges si è alzato presto per andare dal medico. Il dolore lo assilla da un po’ e ha deciso di sapere da dove viene. Ma evidentemente non è ancora arrivato il momento: mentre aspetta pazientemente il suo turno, infatti, Bill riceve la telefonata di un vecchio collega che chiede il suo aiuto, e quello della socia Holly Gibney. Ha pensato a loro perché l’apparente caso di omicidio-suicidio che si è trovato per le mani ha qualcosa di sconvolgente: le due vittime sono Martine Stover e sua madre. Martine era rimasta completamente paralizzata nel massacro della Mercedes del 2009. Il killer, Brady Hartsfield, sembra voler finire il lavoro iniziato sette anni prima dalla camera 217 dell’ospedale dove tutti pensavano che sopravvivesse in stato vegetativo. Mentre invece la diabolica mente dell’Assassino della Mercedes non solo è vigile, ma ha acquisito poteri inimmaginabili, tanto distruttivi da mettere in pericolo l’intera città. Ancora una volta, Bill Hodges e Holly Gibney devono trovare un modo per fermare il mostro dotato di forza sovrannaturale. E a Hodges non basteranno l’intelligenza e il cuore. In gioco, c’è la sua anima. Dopo “Mr Mercedes” e “Chi perde paga“, King ha scritto il capitolo conclusivo della sua trilogia poliziesca, nella quale l’autore, come ci ha ormai abituato, combina il suo senso della suspense con uno sguardo lucidissimo sulla fragilità umana.

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Fine Turno ultima modifica: 2016-11-28T16:36:56+00:00 da admin-Salvatore
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[caption id="attachment_1687" align="alignleft" width="250"] chi perde paga[/caption]In MrMercedes Brady Hartsfield in preda ad una follia omicida,
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Dopo 22/11/'63 e Doctor Sleep con Joyland mi sono definitivamente riconciliato con Stephen King .

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