Dieci piccoli infami

dieci piccoli infami - Selvaggia LucarelliDevo premettere che io sono un fan di Selvaggia Lucarelli, mi piace molto la sua pungente ironia, il suo punto di vista fuori degli schemi, il coraggio di andare controcorrente.

Però conosco Selvaggia solo dai suoi pensieri sui social, non ho letto il suo precedente romanzo (che ci importa del mondo) anche se penso che rimedierò. Quindi è la prima volta che con Dieci piccoli infami conosco la Selvaggia Lucarelli scrittrice di narrativa.

Ho trovato nel libro tanto della Lucarelli che conoscevo, le iperboli, il coraggio di raccontare la sua vita senza vergogna, le sue posizioni intransigenti, la sua ironia e il non prendere sul serio nulla, neanche se stessa.

Però ho trovato poca sostanza. Sono 10 piccoli racconti dopotutto, alcuni divertenti, altri meno, tutti raccontati tentando di trasmettere una certa drammaticità ad eventi (veri? finti?) che spesso alla fine non sono niente di che. Ma anche la vita vissuta, se ben raccontata, può essere un piacevole passatempo.

Però è un po’ poco quel che ho letto per dire che la Lucarelli ha scritto un libro. Ha raccolto dei pensieri, che sono stati messi su carta, ma forse  era materiale che era meglio destinare al suo blog, a puntate, piuttosto che all’editoria.

— un paragrafo significativo —

In quel periodo mi piaceva parecchio un ragazzo della mia classe, Gianluca, che non mi si filava di pezza. O meglio, non mi si era mai filato di pezza, ma da quando avevo la patente, ogni tanto mi chiedeva: «Che ore sono?». Mi pareva cominciassero a esserci i presupposti per un matrimonio lungo e felice, insomma. Gianluca possedeva una casa di famiglia ad Allumiere, un paesino sui Monti della Tolfa, a una ventina di chilometri da Civitavecchia. Il paesino era famoso per due motivi: il primo era una chiesetta sconsacrata che in realtà si diceva non fosse mai stata consacrata perché anni prima, sul pavimento, durante i lavori di costruzione, era apparsa l’impronta di una capra. In effetti non era poi così strano, visto che Allumiere contava più capre che abitanti. Solo che si sa, capra uguale diavolo e quindi il primo prete disponibile ad accollarsi la parrocchia, a quel punto, fu un noto vescovo esorcista di Città del Messico che però era noto anche per casi di possessione in cui era lui a possedere giovani catecumeni, quindi la sua proposta fu gentilmente declinata. Il secondo motivo per cui Allumiere godeva di una discreta fama era che la circondava un bosco piuttosto vasto in cui parevano sopravvivere felicemente alcuni rari esemplari di lupi. Insomma, Allumiere, per noi civitavecchiesi, era una specie di Twin Peaks di cui io, senza poterlo minimamente sospettare, sarei diventata a breve Laura Palmer.

— la presentazione ufficiale —

La migliore amica che tradì la sua fiducia dopo cinque anni, quelli delle elementari, di complicità ininterrotta e simbiosi pressoché totale. Un parrucchiere anarchico, poco incline all’ascolto delle clienti e molto a gestire taglio e colore in assoluta libertà. Il primo ragazzo a essersi rivolto a lei chiamandola gentilmente “signora”. Un ex fidanzato soprannominato Mister Amuchina per la sua ossessione paranoide verso l’igiene e l’ordine, prima che un incidente ponesse provvidenzialmente fine all’asettica relazione. La suora che avrebbe voluto fare di lei la prima “Santa Selvaggia” della storia. Sono solo alcuni dei personaggi inseriti da Selvaggia Lucarelli nella sua personalissima blacklist, un girotondo di piccoli infami che, più o meno inconsapevolmente, l’hanno trasformata anche solo per pochi minuti in una persona peggiore… «Dieci piccoli infami» non è solo una rassegna di incontri sciagurati ma un’autentica resa dei conti: con i mostri più o meno terribili in cui inciampiamo nella vita e anche un po’ con la nostra capacità di riderne e di (non riuscire proprio a) perdonare.

dieci piccoli infami - Selvaggia Lucarelli

 

 

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Dieci piccoli infami ultima modifica: 2017-09-03T18:03:42+00:00 da admin-Salvatore
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