Di Ilde ce n’è una sola

Di Ilde ce n'è una solaIl neorealismo in letteratura e nel cinema italiano è caratterizzato da trame ambientate in massima parte fra le classi disagiate e operaie perseguendo la rappresentazione cruda e drammatica della condizione umana in difficoltà quotidiana.

E’ una narrazione sostanziale, che descrive la società italiana attraverso situazioni squisitamente individuali.

I lavori neorealistici raccontano soprattutto la situazione economica e morale del dopoguerra italiano, e riflettono i cambiamenti nei sentimenti e le condizioni di vita: speranza, riscatto, desiderio di lasciarsi il passato alle spalle e di cominciare una nuova vita, frustrazione, povertà, disperazione.

Di Ilde ce n’è una sola, di Andrea Vitali, è uno splendido esempio di racconto neorealistico.

Oscar, oppresso dalla situazione familiare, cassaintegrato e con una moglie nervosa ed insoddisfatta, viene chiamato dall’anagrafe comunale per la restituzione della carta di identità della moglie, rinvenuta a Bellano, diversi chilometri distanti dal paese dove vivono.

Oscar non ha notizie dello smarrimento nè che sua moglie sia mai stata a Bellano, peraltro senza di lui.

Si innesca un tarlo, un dubbio sulla fedeltà della consorte, a cui però Oscar reagisce da signore. Non sbraita, non grida, non rinfaccia nulla alla moglie.

Indaga si, ma per essere certo che la sua intuizione corrisponda a verità, non volendo attribuire alla moglie mancanze non fondate.

Anche se il loro rapporto è difficile, anche se la moglie torna a casa tutte le sere inveendo contro di lui, anche se l’aspetto più intimo è un lontano e sopito ricordo, il rispetto per la moglie, anche se fedifraga, rimane.

Oscar segue il filo della carta di identità smarrita, arrivando al presunto compagno di gita a Bellano, ragionando e cercando sempre di tener presente le possibili ragioni del coniuge.

Sarebbe stato facile scaricare subito su di lei le proprie frustrazioni per il lavoro perso, per la dipendenza economica dalla moglie, per una condizione sociale misera, aggravata dal gran caldo estivo che avrebbe facilmente surriscaldato chiunque altro.

Che cosa si può provare per il protagonista ? Pena per le sue condizioni o rispetto per la sua incrollabile statura d’animo ?

Se si legge il libro di Vitali con superficialità e solo la storia di un uomo cornuto con le ascelle sudate. Se ci si ferma a pensare che nella semplicità delle parole si nasconde un affresco neorealistico della condizione umana di 40 anni fà ma che potrebbe tornare presto, questo è un grande racconto consigliato da leggere.

—- un paragrafo significativo

Drin, drin!
L’Oscar non se la prese comoda, nemmeno fece il verso al telefono.
Scattò.
Pronti, via!
Da un po’ di giorni quel però che s’era sempre trovato tra i piedi tutte le mattine non lo intralciava più.
A dirla giusta, s’era preso un bello spavento. S’era fatto la fantasia che sua moglie…
Tutta colpa di quando aveva tirato su la mano con la cornetta per asciugarsi la fronte e s’era visto dentro lo specchietto. Cos’aveva pensato?
Una roba che se la Ilde l’avesse saputa gli avrebbe strappato la pelle dalla faccia.
Colpa sua, s’era detto l’Oscar.
Ma anche di tutte quelle lunghe ore vuote, piene di silenzi e di mosche, ore che gli toccava passare senza fare niente. Stare lì in casa, perché andare in giro ti guardavano come se fossi un lazzarone, ad aspettare che venisse la sera e la Ilde tornasse dal lavoro. I pensieri allora si sentivano liberi di andare dove volevano, anche dove non avrebbero dovuto andare.
Cazzo poteva farci?
Gli dispiaceva.
Gli dispiaceva di aver pensato quello che aveva pensato.



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Di Ilde ce n’è una sola ultima modifica: 2013-12-02T14:41:55+00:00 da admin-Salvatore
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